Garibaldi, un moderno Pronto soccorso a Catania - QdS

Garibaldi, un moderno Pronto soccorso a Catania

Melania Tanteri

Garibaldi, un moderno Pronto soccorso a Catania

martedì 10 Novembre 2020 - 00:02
Garibaldi, un moderno Pronto soccorso a Catania

Ecco come sarà il nuovo presidio la cui consegna è prevista entro l’estate del 2021

CATANIA – Estate del 2021. Questa la data in cui dovrebbe vedere la luce il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi di Catania, stando a quanto comunicato in occasione dell’ultima visita del presidente Musumeci al cantiere.

I lavori, avviati nell’aprile del 2019, dovrebbero infatti terminare ed essere consegnati in meno di un anno, salvo ovviamente nuovi lockdown o chiusure che potrebbero posticipare questa data. Per il momento, però, si procede speditamente e le tempistiche per la consegna potrebbero essere rispettate. Insomma, entro un anno o poco più, Catania avrà un nuovo, grande e moderno pronto soccorso in centro città che agevolerà la gestione dell’emergenza.

“La nuova struttura è più grande rispetto ai locali dove operiamo adesso che, per quanto siano stati aumentati e adeguati, sono comunque più piccoli rispetto al nuovo pronto soccorso – aveva evidenziato il direttore generale dell’Arnas Garibaldi, Fabrizio De Nicola. Una nuova struttura che rappresenterà un polmone enorme per l’emergenza e per la rianimazione e che risponde alle esigenze della cittadinanza”.

Il nuovo pronto soccorso, molto più ampio e dotato di quello vecchio, è realizzato nell’ambito del Programma di riqualificazione dell’assistenza sanitaria riguardante le città di Palermo e Catania per un costo complessivo di circa quindici milioni di euro. Sorge nella parte alta dell’azienda sanitaria, con ingresso da via Fabio Filzi, al posto dell’edificio che ospitava il reparto di Malattie infettive. L’idea è di farne un moderno polo di cura e di assistenza per i cittadini.

La volontà di realizzare il nuovo pronto soccorso al Garibaldi-Centro ha radici antiche: prende corpo subito dopo l’apertura del nosocomio di Nesima, ma il primo vero passo avanti si ebbe con un progetto che prevedeva anche un eliporto per le emergenze, sotto la dirigenza di Giuseppe Navarria, che subì importanti variazioni durante il mandato di Angelo Pellicanò. Ulteriori cambiamenti arrivarono successivamente ad opera di Giorgio Santonocito, ma è con la chiusura del Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele, che il progetto ha preso definitivamente il via.

La nuova struttura è realizzata su quattro livelli, uno dei quali seminterrato e tre fuori terra, oltre a un ulteriore piano tecnico sulla terrazza di copertura. Il piano terra ospiterà per intero tutti i locali afferenti alle attività di Pronto Soccorso, con 8 postazioni codici verdi e 12 di osservazione critica, un’aera pre-Triage e Grigia, con 6 posti di astanteria respiratoria e 3 di biocontenimento, oltre a due ampie sale di ingresso-attesa, di cui una dedicata agli accessi in emergenza-urgenza ed una dedicata esclusivamente alle degenze poste ai livelli superiori. Inoltre, nello stesso piano, è prevista anche una camera calda e un percorso prestabilito per l’arrivo dei pazienti in autoambulanza.
Al piano seminterrato sono previsti, invece, i locali di diagnostica per immagini, con ampi spazi per l’attesa, alcuni locali tecnici, e vari spogliatoi del personale sanitario.

Le quattro sale operatorie previste dal progetto saranno invece ospitate al primo piano della struttura. Nello stesso livello è prevista anche la Terapia Intensiva, dotata di ben venti posti letto, di cui quattro in perfetto isolamento. Il reparto di Medicina semintensiva/intensiva con 12 posti letto è invece allocato al secondo piano.

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