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Catania, il futuro della Sac tiene banco. Trantino: “Solo privati possono garantire nuova fase”

Catania, il futuro della Sac tiene banco. Trantino: “Solo privati possono garantire nuova fase”
L’intervento del sindaco Enrico Trantino durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale (Foto di Melania Tanteri)

Seduta straordinaria del Consiglio comunale sull’iter per la vendita delle quote della società che gestisce gli aeroporti del capoluogo etneo e di Comiso

CATANIA – Una seduta straordinaria per parlare del processo di privatizzazione della società che gestisce gli scali di Catania e Comiso. Un momento di confronto, pur in assenza dei soggetti in rappresentanza della governance dell’aeroporto, per fare il punto su una delle operazioni finanziarie più importanti per Catania e per l’intera Sicilia, che punta a vendere la maggioranza delle quote societarie di Sac, e sui risvolti per la cittadinanza.

Sì alla privatizzazione, ma necessaria trasparenza e coinvolgimento territorio

“Abbiamo chiesto questa seduta straordinaria perché la privatizzazione non è solo questione societaria” ha esordito Piermaria Capuana, capogruppo di Forza Italia a Palazzo degli Elefanti e primo firmatario della richiesta. “Da questo aeroporto – ha proseguito – passa anche il futuro di questa città. La nostra posizione è chiara: non siamo contrari alla privatizzazione. Da liberali crediamo nel mercato e riteniamo che l’ingresso di capitali privati possa rappresentare una grande opportunità di crescita, innovazione e sviluppo. Ma proprio perché crediamo nel mercato, pretendiamo trasparenza, concorrenza, massima valorizzazione dell’asset e pieno coinvolgimento del territorio”. Per Capuana, che stigmatizza l’assenza dei vertici Sac così come quelli del principale socio, la Camera di Commercio del Sudest, il tema centrale non è se privatizzare o meno, ma come farlo.

Posizione condivisa, pur con dei distinguo, dagli altri esponenti della maggioranza che, chi in un modo e chi nell’altro, si soffermano su alcuni aspetti della procedura di privatizzazione. Come gli autonomisti, che contestualmente alla discussione hanno presentato un ordine del giorno “chiedendo che il percorso di eventuale cessione della società di gestione avvenga nel rispetto di principi inderogabili di trasparenza, tutela del patrimonio pubblico, salvaguardia occupazionale e sviluppo del territorio”, ha evidenziato il capogruppo, Orazio Grasso. “La logica con la quale ci stiamo avviando a questo percorso sembra più un’operazione di cassa – ha aggiunto – senza alcun accordo di sviluppo territoriale e regionale”.

La privatizzazione deve portare vantaggi

“Non siamo contrari per principio all’ingresso di capitali privati – hanno aggiunto i consiglieri Bruno Brucchieri e Simona Latino – al contrario. Tuttavia, proprio perché parliamo di uno degli asset più importanti della Sicilia, non possiamo consentire che il processo avvenga senza le necessarie garanzie e senza un pieno coinvolgimento delle istituzioni rappresentative dei cittadini”.

E ancora, Giovanni Magni, capogruppo di Fratelli d’Italia, per cui “privatizzare non vuol dire svendere”, ha detto. “Noi siamo favorevoli ma deve esserci un vantaggio e sono sicuro che tutti insieme riusciremo a portare avanti questa volontà”. O Alessia Trovato, capogruppo di Trantino sindaco, che ha chiesto “regole chiare e trasparenti, il mantenimento dell’indotto nonché il mantenimento delle responsabilità da parte del pubblico. Cedere la maggioranza non vuol dire non occuparsi più dell’aeroporto”, ha sottolineato. “I soci devono avere una linea Comune da portare avanti. La privatizzazione può essere una grande opportunità e non dobbiamo sprecarla, ma occorrono garanzie”.

“Il nostro dovere è valutare vantaggi e rischi”, le ha fatto eco Maurizio Zarbo, capogruppo di Prima l’Italia. “L’ingresso dei privati può garantire efficienza, rafforzare presenza e creare nuove opportunità. Non possiamo però non chiederci, e avrei voluto parlare con vertici Sac, quali saranno gli effetti sui costi, quali garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali, come saranno garantiti gli interessi pubblici o se la crescita dello scalo sarà accompagnata da investimenti nel quartiere si cui insite lo scalo”.

Dall’opposizione: “No alla privatizzazione”

Differente il tono degli esponenti dell’opposizione, in generale contraria all’operazione di vendita della maggioranza della Sac. Lo ha detto apertamente la consigliera del Movimento 5 stelle, Gianina Ciancio, secondo cui “stiamo firmando un assegno in bianco, e un’amministrazione comunale non può accettarlo. Si sta discutendo come se la privatizzazione fosse già stata avviata. E così non è. Siamo in tempo per discutere della sospensione della procedura. È inutile che ci giriamo intorno: questa scelta di vendere è politica. Se mantenere il controllo pubblico sull’aeroporto o no. Io sono contraria, se il pubblico non è efficiente si cambia la governance non l’assetto”. E lo hanno confermato gli esponenti del Pd, Matteo Bonaccorso e Damien Bonaccorsi. Quest’ultimo, in particolare, ha sottolineato come la decisione di vendere sia stata portata avanti da una Camera di Commercio del Sud Est, “commissariata dal 2023 – ha detto – così come è commissariato il Libero Consorzio di Siracusa, che possiede il 12% di Sac”.

Il capogruppo del Misto, Graziano Bonaccorsi, ha ricordato invece al primo cittadino, presente in aula, la polemica seguita all’incendio del 2023. “Eravamo d’accordo che la gestione non andava bene, cos’è cambiato oggi?” ha chiesto. “Sembra più una vendita a scatola chiusa che una privatizzazione”.

Trantino: “Condizione di strozzatura, necessaria nuova fase che solo i privati possono garantire”

Ed è stato proprio l’intervento del sindaco Trantino a chiudere la seduta, dopo sindacalisti e associazioni. “Il dibattito è stato certamente costruttivo”, ha evidenziato il primo cittadino che ha assicurato: “Il Consiglio comunale sarà convocato nella fase di definizione della procedura per stabilire come comportarsi. Stiamo seguendo il processo con grande senso di responsabilità, comprendendo le ricadute per il territorio anche di natura giuridica e sociale”.

Trantino si è soffermato sulla scelta di cedere la maggioranza delle quote della società che gestisce l’aeroporto etneo. “Siamo arrivati al punto di non ritorno – ha detto – il soggetto pubblico non riesce più a garantire uno sviluppo dell’aeroporto così come si conviene a uno scalo che sta correndo come fosse nessun altro in termini di aumento del traffico passeggeri. Siamo in una condizione di strozzatura e dobbiamo avviarci a una nuova fase – ha concluso Trantino – che solo i capitali privati possono garantire”.

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