“Catania ha una tradizione di presidenti di corte d’appello di eccellente livello, e questo significa che potrò contare su una macchina rodata, sia per quanto riguarda la gestione degli uffici amministrativi che della capacità e professionalità dei miei colleghi addetti alla giurisdizione”. Si è presentato così sabato scorso Antonino Liberto Porracciolo in occasione dell’insediamento nel ruolo di presidente della Corte d’appello, che ha competenze anche nelle province di Siracusa e Ragusa. A prendere parte alla cerimonia all’interno del palazzo di giustizia di piazza Verga sono stati i colleghi magistrati, esponenti del mondo dell’avvocatura, forze di polizia e autorità amministrative, come il sindaco Enrico Trantino, ed ecclesiastiche come l’arcivescovo Luigi Renna.
Chi è Porracciolo, nuovo presidente della Corte d’appello di Catania
Porracciolo è nato a Catania nel 1963, ma ha sempre operato fuori dal distretto etneo. A ricordarne le origini è stato Giovanni Dipietro, colui che negli ultimi sei mesi ha retto la guida dell’ufficio nel ruolo di presidente facente funzioni.
“La cultura, la memoria e la capacità di ascolto che lo contraddistinguono faranno sì che impiegherà poco tempo per capire la situazione giudiziaria, umana e sociale in un territorio particolare che va dall’Alcantara all’estrema parte della provincia ragusana”, ha detto Dipietro, sottolineando come la carriera di Porracciolo è iniziata nel 1991, nel ruolo di pretore, per poi diventare nel 1999 giudice al tribunale di Caltanissetta.
Nel capoluogo nisseno il neo-presidente ha trascorso una lunga parte di carriera. Adesso arriva a Catania, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza della giustizia ma il convincimento di avere come punto di partenza una situazione non negativa.
Porracciolo: “Giustizia catanese vanta numeri importanti”
“La giustizia catanese rispetto ad altri distretti vanta numeri importanti dal punto di vista delle pendenze – ha detto Porracciolo parlando con i giornalisti prima della cerimonia – Dal punto di vista dei dati del civile, la pendenza ultrabiennale, il dato che viene considerato per stabilire l’arretrato patologico, ha numeri molto bassi. Questo evidentemente per merito dei presidenti che hanno organizzato l’ufficio, ma anche grazie all’impegno dei presidenti di sezione e consiglieri, che spesso operano mettendo da parte la vita privata”.
Porracciolo: “Penso di avere senso di responsabilità, a me piace scrivere sentenze”
A Porracciolo viene riconosciuto da più parti l’essere un fine giurista. “A me piace scrivere sentenze, penso di avere senso di responsabilità. Quando un cittadino affida alla giurisdizione le proprie pretese e patrimoni si ha il dovere di studiare bene”, ha aggiunto il neo-presidente.
Zuccaro: “Senso di impegno e scrupolo professionale per Porracciolo”
“Dopo tanti mesi la più alta carica sarà rappresentata da un collega che viene preceduto da una fama riconosciuta, io stesso quasi trent’anni fa ho avuto modo di appurare il senso di impegno e scrupolo professionale che lo contraddistingueva al tribunale di Caltanissetta”, ha detto nel proprio intervento il procuratore generale Carmelo Zuccaro.
“Lo attende una sfida importante – ha aggiunto Zuccaro – Questo è distretto complesso, una realtà molta contraddittoria. Catania è una città affascinante e dolente. Affascinante per le sue bellezze, dolente perché afflitta da piaghe sociali, differenze economiche e sociali che minano la coesione del corpo sociale”, ha aggiunto Zuccaro, ricordando come i dati sulla povertà educativa e la delinquenza minorile mettano il capoluogo etneo ai vertici della classifica nel Paese”.
Secondo il procuratore generale ed ex procuratore capo etneo, Porracciolo trova una situazione favorevole a una buona amministrazione della giustizia, nell’ottica di rendere più efficienti il servizio ai cittadini. Obiettivi che invece, ha specificato Zuccaro, non saranno raggiungibili dalla riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum nelle prossime settimane.
Distefano: “Porracciolo cordiale e capace all’ascolto”.
Ad augurare buon lavoro è stato anche il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catania, Antonino Distefano. “Un ufficio di queste dimensioni ha bisogno di una guida che riesca a gestire e programmare. Ho avuto modo di sentire i colleghi di Caltanissetta e Palermo ed entrambi hanno tenuto a rimarcare le sue doti di giudice ma anche il ricordo che ha lasciato agli avvocati per la capacità di ascolto e l’innata cordialità, elementi che rappresentano la chiave di volta per un sereno svolgimento delle attività”, ha detto Distefano.
Guardando al futuro, Porracciolo ha auspicato anche un potenziamento degli organici, anche per quel che riguarda le figure amministrative. “Serve più personale – ha detto il neo-presidente della Corte d’appello etnea – Le piante organiche sono ferme a decenni fa e le nuove responsabilità e incombenze impongono di dire che i numeri siano in sofferenza. L’organico, già di per sé spesso scoperto, è insufficiente rispetto agli obiettivi. Per questo è necessario l’aumento”.
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