Mafia, maxi sequestro ai Lombardo del Clan Cappello - QdS

Duro colpo al clan Cappello, maxi sequestro per Giuseppe Lombardo e il figlio Salvuccio Junior – DETTAGLI

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Duro colpo al clan Cappello, maxi sequestro per Giuseppe Lombardo e il figlio Salvuccio Junior – DETTAGLI

Redazione  |
mercoledì 30 Novembre 2022 - 13:13

Ecco chi sono i due noti esponenti del clan Cappello raggiunti dal provvedimento di sequestro nell'ambito dell'ultimo blitz della polizia.

Continua la lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso da parte della Polizia di Stato e della Procura della Repubblica – D.D.A. attraverso l’aggressione ai patrimoni illecitamente acquisiti da soggetti appartenenti ai più noti gruppi. Oggi, gli agenti hanno eseguito a Catania un maxi sequestro a carico di due esponenti del clan Cappello, nello specifico Giuseppe Salvatore Lombardo e Salvuccio Junior (padre e figlio, rispettivamente di 55 e 28 anni).

Ecco il video dell’operazione e i dettagli sul sequestro.

Maxi sequestro, l’ennesimo colpo al Clan Cappello e ai Lombardo

Oggi, le autorità competenti hanno eseguito la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni ai fini della confisca, ai sensi del Codice Antimafia, a carico dei due Lombardo. Padre e figlio, infatti, sono ritenuti soggetti socialmente pericolosi in quanto esponenti di spicco, con ruoli apicali, del clan Cappello e legati da diretti rapporti di parentela con il capostipite dello stesso clan, Salvatore Cappello (detto “Turi”).

Nello specifico, il citato provvedimento di sequestro ai fini della confisca ha riguardato: 5 immobili situati nel capoluogo etneo, tra cui una lussuosa villa in località Ippocampo di Mare; un maneggio abusivo; 7 rapporti finanziari intestati ai proposti, ai loro conviventi e terzi interessati, 2 imprese individuali commerciali, di cui una nel settore della torrefazione e nel commercio del caffè e un’attiva nel settore del commercio dei fiori, esercitata con stazionamento permanente vicino al cimitero monumentale di Catania.

Quest’ultima attività era storicamente gestita dalla famiglia Lombardo, da cui ne scaturisce il soprannome “U ciuraru” ampiamente riconosciuto nell’ambiente criminale.

Chi sono Giuseppe Salvatore Lombardo e Salvuccio Junior

La “pericolosità sociale” dei due Lombardo è stata ricavata dai loro innumerevoli precedenti di polizia e dalle condanne definitive anche per associazione mafiosa.

In particolare, Giuseppe Salvatore Lombardo, inteso “U ciuraru”, già sorvegliato speciale, vanta condanne definitive per associazione mafiosa. Inoltre, è un elemento ai vertici del clan Cappello, capeggiato dallo storico boss mafioso ergastolano Salvatore Cappello, al quale risulta legato da stretti rapporti di parentela, essendone il cugino.

Giuseppe Salvatore Lombardo risulta detenuto dal gennaio 2017. Nell’ambito dell’operazione Penelope, infatti, gli agenti della Squadra Mobile di Catania lo hanno arrestato dopo un blitz a carico di 31 soggetti, ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Cappello – Bonaccorsi), con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, possesso e spaccio di stupefacenti, estorsione, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone e intestazione fittizia di beni.

Lo stato di detenzione del padre ha consentito negli ultimi anni al figlio Salvuccio Junior di accrescere ulteriormente il suo prestigio nel clan Cappello, rappresentando un autorevole punto di riferimento, soprattutto per gli associati liberi appartenenti al gruppo criminale di Salvatore Massimiliano Salvo, inteso “U Carruzzeri” (a sua volta legato a Giuseppe Salvatore Lombardo).

Il coinvolgimento nell’Operazione Minecraft

Nel febbraio 2021, Salvuccio Junior ha ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione Minecraft, emessa a carico di 16 soggetti. Le accuse per gli indagati erano di associazione di tipo mafioso con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di droga, con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa denominata Cappello-Bonaccorsi.

In merito al predetto blitz, inoltre, Salvuccio Junior Lombardo, nel mese di settembre del 2022, ha ottenuto una condanna alla reclusione per 20 anni. La condanna segue quella dello scorso giugno in relazione all’operazione Centauri a 15 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione. Il blitz Centauri era scaturitoun contrasto sorto tra esponenti delle consorterie mafiose catanesi dei Cursoti e dei Cappello, culminato nell’agosto 2020 con l’omicidio a Librino di due Cappelloti e con il ferimento di diversi altri associati.

Le indagini e gli accertamenti patrimoniali

Le indagini e gli accertamenti patrimoniali condotti dagli investigatori “patrimonialisti” della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile, oltre ad avere delineato un solido quadro probatorio ed evidenziato l’attuale e qualificata pericolosità sociale dei due proposti, hanno consentito di verificare le loro posizioni economiche, permettendo di individuare anche cespiti patrimoniali e attività commerciali oggetto di intestazione fittizia, acquisiti attraverso il reimpiego di danaro proveniente dalle loro attività illecite.

La complessa attività d’indagine, infatti, ha consentito di sequestrare per la prima volta un’impresa di fiori operante nell’area antistante il cimitero di Catania e ha permesso di riscontrare le infiltrazioni della criminalità organizzata catanese nel commercio del settore, evidenziando l’interesse del sodalizio a mantenere il controllo di determinate attività commerciali, acquisendo autorizzazioni e concessioni amministrative intestate anche a terzi.

L’analisi dei flussi finanziari entrate-uscite dei soggetti interessati, sviluppata anno per anno per più di un decennio attraverso le Banche dati delle forze di polizia, ha evidenziato una forte sperequazione tra i redditi dei proposti e dei loro nuclei familiari e i beni, fittiziamente intestati a congiunti e terzi, comunque nella disponibilità dei Lombardo.

Pertanto, gli investigatori hanno ritenuto che il denaro – in assenza di entrate lecite – fosse frutto e reimpiego dei proventi delle attività illecite commesse dagli interessati del clan mafioso di appartenenza nell’arco di almeno un decennio.

Il Tribunale – Misure di Prevenzione – recependo la proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Catania – ha ritenuto che Giuseppe Salvatore Lombardo e il figlio Salvuccio Junior, in quanto soggetti “socialmente pericolosi”, abbiano ricavato vantaggi economici dai traffici illeciti citati e che i beni acquisiti fossero sottratti al circuito dell’economia legale. Il valore dei beni sottoposti a sequestro ai danni dei due noti esponenti del clan Cappello è stimato in 2 milioni e mezzo di euro.

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