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Catania, nuovo fronte su corso Martiri: “La città non può essere pensata solo per chi arriva”

Catania, nuovo fronte su corso Martiri: “La città non può essere pensata solo per chi arriva”
L’assemblea pubblica organizzata dall’urbanista Marco Cutispoto

La scorsa domenica una partecipata assemblea in piazza Sciuti organizzata dall’urbanista Cutispoto. Tra le idee quella di un “disaster park” con un’area di raccolta in caso di terremoto

CATANIA – Un ulteriore passo per costruire un’alternativa concreta e collettiva. Che non sia solo il desiderio di una parte della città, ma sia credibile e, soprattutto, sostenibile. Prosegue il dibattito sul futuro di Corso Martiri della Libertà, la grande ferita urbanistica nel pieno centro di Catania tornata sotto i riflettori dopo la presentazione dell’idea progettuale da parte dell’architetto Marco Casamonti che manda in soffitta il Masterplan dell’architetto Mario Cucinella, l’ultimo in ordine di tempo presentato nel 2012 quando il sindaco di Catania era Raffaele Stancanelli.

Catania, l’assemblea pubblica sul futuro di corso Martiri

Domenica pomeriggio, piazza Falcone, alle spalle delle “fosse” rimaste dopo la demolizione del vecchio San Berillo e la deportazione di centinaia di famiglie, ha ospitato “Un vero parco abitato possibile”, l’assemblea pubblica organizzata da Marco Cutispoto, urbanista e attivista che ha chiamato a raccolta cittadini e associazioni per discutere del futuro di questa parte di città. “La serie di progetti che abbiamo visto negli anni – spiega Cutispoto – ogni volta è stata accolta da posizioni quasi da tifoseria, tra chi diceva mi piace e chi non mi piace. Ma la discussione pubblica non può essere ridotta a questo: qui la domanda è un’altra, quale città vogliamo costruire e per chi – aggiunge. E questa è una scelta politica. L’attuale scelta sembra prediligere le strutture ricettive rispetto a quelle commerciali e questo significa assumere un’idea precisa di sviluppo, e quindi puntare sulle risorse e sulla capacità di spesa dei visitatori. Ma Catania non può essere trasformata in una città orientata sempre di più verso chi arriva, mentre una gran parte di chi è qui fa fatica a trovare casa, lavoro stabile e spazi di socialità”.

Corso Martiri della Libertà, chi beneficia del nuovo sviluppo

La riflessione principale che ha animato il dibattito, molto partecipato e che è andato avanti fino a sera, è ruotata attorno a chi realmente trae benefici da questo tipo di sviluppo e chi, al contrario, lo subisce. Come accaduto in passato proprio in corso Martiri della Libertà, con la “deportazione” degli abitanti e la promessa mancata di riqualificazione. Da quel momento sono passati oltre sessant’anni.

Catania, una nuova visione per corso Martiri

L’idea, messa in piedi domenica pomeriggio e che, di certo, andrà avanti, è dunque quella di fornire un’altra visione politica, che tenga conto delle reali esigenze dei catanesi, e non solo dei pochi che beneficiano da sempre di un certo modo di intendere – e progettare – la città. “Un’idea che risponda concretamente alle esigenze di una realtà che continua a domandare spazi che al contrario vengono negati – prosegue Cutispoto -. E che deve rispondere ai bisogni reali ma deve essere praticabile tecnicamente e amministrativamente, cioè avere le risorse economiche. Queste aree non sono solo spazi vuoti – tuona ancora – riguardano tutti. Questa zona è strategica e qualsiasi cosa sarà realizzata avrà conseguenze su tutto, abitare, commercio e viabilità”. Un’infrastruttura verde progettata come dispositivo antisismico, come centro di raccolta sul modello dei “disaster park”, e finanziata come tale attraverso un insieme di risorse regionali e nazionali di protezione civile, l’idea lanciata dall’assemblea. Il cui lavoro proseguirà.