I pareri dati dalla Sovrintendenza sarebbero illegittimi. Come riportato anche dal nostro giornale nei giorni scorsi, il Consiglio di giustizia amministrativa – secondo grado del Tar – ha scritto un nuovo capitolo della lunga saga relativa al porticciolo di Ognina, a Catania, affaccio al mare dello storico borgo immortalato da Giovanni Verga nei Malavoglia, e sull’allargamento della concessione ai privati per ampliare gli approdi turistici. Lo ha fatto accogliendo l’esposto della Società sportiva del Circolo canottieri Jonica, assistita dall’avvocato Lino Barreca, e di Legambiente Catania, assistita dagli avvocati Elio Guarnaccia e Francesco Fichera.
Cga: la Soprintendenza ha trascurato l’interesse archeologico e ambientale del borgo
Secondo il Cga, infatti, “la Soprintendenza si era limitata a formulare prescrizioni sul solo impatto cromatico delle barche ormeggiate, trascurando la complessità dell’intervento – riporta Legambiente in una nota -. I giudici hanno invece sottolineato che, alla luce dell’interesse archeologico, ambientale e paesaggistico del borgo, l’ente avrebbe dovuto valutare molti più aspetti e imporre ulteriori prescrizioni”. Una pronuncia che avrebbe dovuto portare al ripristino immediato dei luoghi, cosa che al contrario non sarebbe avvenuta. Da qui la nuova denuncia dell’associazione ambientalista.
Annullati l’ampliamento della concessione e i pareri della Soprintendenza
“La sentenza n. 00536/2025 ha annullato l’ampliamento della concessione marittima ottenuto da La Tortuga, società della famiglia Testa, nel porticciolo di Ognina – sottolinea Legambiente Catania – i pareri della Soprintendenza e l’Atto suppletivo dell’Assessorato Territorio e Ambiente. La sentenza è immediatamente esecutiva – prosegue la nota – con decorrenza dalla sua pubblicazione, avvenuta il primo giugno. Eseguire la sentenza significa una cosa sola: interrompere i lavori, rimuovere le opere, togliere le transenne e restituire immediatamente l’area alla fruizione pubblica“.
Legambiente: “A distanza di due settimane La Tortuga non ha eseguito la sentenza”
Nulla di tutto questo, però, sarebbe stato fatto nonostante siano passate oltre due settimane dalla pronuncia del Cga. Ed è questo che lamenta l’associazione ambientalista: “A distanza di giorni dalla pronuncia la Tortuga non vi ha ancora dato esecuzione – denuncia la presidente del circolo, Viola Sorbello -. Il molo in plastica e acciaio è ancora lì e, come si evince chiaramente dalla foto scattata ieri, ospita una ventina di barche, immaginiamo a pagamento. Le transenne continuano a sottrarre ai cittadini un bene identitario della città”.
Secondo Sorbello non vi sarebbe margine di discrezionalità nelle parole del Cga. “I giudici hanno definito ‘illogiche, irragionevoli e contraddittorie’ le prescrizioni della Soprintendenza – sostiene -. Hanno ribadito che il taglio del vecchio molo rende impossibile il ripristino dello stato dei luoghi a fine concessione, come prevede la legge. La sentenza non lascia margini: si torni allo stato precedente“.
L’appello al sindaco Trantino: “Ognina risale all’VIII secolo a.C., appartiene ai cittadini”
Legambiente si rivolge dunque al sindaco di Catania, Enrico Trantino, nonché alla Regione, invitandoli ad “assumere una posizione chiara e inequivocabile – si legge ancora -. Si dia subito esecuzione alla sentenza: rimozione del molo, delle transenne e di tutte le opere previste dall’ampliamento annullato. Ognina appartiene ai cittadini, ai pescatori, alle associazioni sportive e a chi da decenni custodisce questo luogo che risale all’VIII sec a.C.“, aggiunge Legambiente che si dice pronta, “se dovessero emergere resistenze o tentativi di eludere gli effetti della sentenza, a sostenere ogni iniziativa democratica e civile, insieme ai residenti, alle associazioni e ai consiglieri che hanno a cuore il futuro di Ognina”.
La risposta di La Tortuga: “Le sentenze si rispettano e noi le rispetteremo”
“Abbiamo interessato i nostri legali che hanno contattato l’assessorato regionale Territorio e ambiente, che ci ha concesso l’ampliamento”, si limita a commentare Biagio Testa, rappresentante de La Tortuga. Che ribadisce: “Le sentenze si rispettano e noi le rispetteremo“.

