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Catania, prosegue la conta dei danni del ciclone Harry

Catania, prosegue la conta dei danni del ciclone Harry
Il ciclone Harry ha causato danni per milioni di euro

Solo per i campeggi della provincia si stimano perdite per oltre due milioni. Il presidente del Consiglio comunale di Catania, Anastasi: “Mettere i sindaci in condizione di agire subito”

Danni per oltre 2 milioni di euro, decine di migliaia di euro di mancati incassi per il periodo agatino e un futuro nero. Continua la conta dei danni dopo il passaggio del ciclone Harry che ha letteralmente devastato la Costa etnea, da Fiumefreddo a Vaccarizzo, distruggendo tutto ciò che si trovava sulla sua traiettoria.

Compresi i campeggi, strutture vulnerabili di cui è rimasto ben poco. È quanto denuncia Faita Confcommercio. “Le strutture ricettive associate si trovano in una situazione particolarmente critica – affermano dalla Federazione del turismo all’aria aperta: questo periodo dell’anno rappresenta la media stagione, i campeggi catanesi registrano il tutto esaurito e si avvicina la festività di Sant’Agata“.

Campeggi e strutture ricettive in ginocchio: perdite e rischio occupazionale

Circa sessantamila euro l’ammontare dela calo incasso per le sole festività agatine, secondo i rappresentanti della Faita: un disastro che potrebbe comportare anche perdita di posti di lavoro dei dipendenti, una ventina, e dell’indotto.

“In questo contesto già delicato, è necessario intervenire con urgenza per ripristinare, ricostruire e riparare i danni causati dal ciclone, che con la sua violenza ha devastato la scogliera di Catania” – aggiungono. Secondo una stima provvisoria, i danni alle strutture ammontrrenbero a oltre 2 milioni di euro.

“I fabbricati e i loro contenuti hanno subito lesioni e rotture profonde – dichiara Giuseppe Zingale, segretario di Faita – che devono essere ripristinate al più presto. Le istituzioni hanno manifestato vicinanza, ma questa deve tradursi in decreti e deliberazioni concrete. La sfida ora è duplice – prosegue: da un lato garantire la continuità dell’attività turistica in un momento di alta affluenza, dall’altro ottenere dalle istituzioni interventi rapidi e concreti per la ricostruzione. Il settore ricettivo catanese attende risposte immediate per non compromettere la stagione e l’economia locale”.

Emergenza ciclone Harry, appello alle istituzioni e richiesta di una legge speciale

E di sfida parla anche il presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi, che chiede una strategia di intervento univoca.

“Esprimendo massima solidarietà verso chi ha perso la propria casa, spesso la prima casa, non possiamo ignorare che il danno economico e sociale rischia di essere irreversibile se non si interviene subito. I Comuni, da soli, non ce la possono fare”, commenta Anastasi che ringrazia i deputati e il presidente della Regione per le prese di posizione già espresse, ma lancia un appello chiaro al Governo nazionale. Ma poi rilancia.

“Serve un cambio di passo – aggiunge -: non basta dichiarare lo stato di calamità o stanziare fondi. Il vero nodo è il metodo. Se si procede con le sole procedure ordinarie, rischiamo la paralisi per anni“. Da qui la richiesta di uno strumento straordinario, di una legge speciale.

“Serve una normativa che metta i sindaci nelle condizioni di agire subito, con tempi rapidi e procedure semplificate. È una richiesta che deve unire tutte le forze politiche. I sindaci non possono essere lasciati soli, né nell’emergenza né nella ricostruzione. Siamo disponibili – sottolinea Anastasi – ad organizzare un’assemblea che coinvolta tutti i consigli comunali delle città coinvolte e colpite”.

Aiuti e misure nazionali dopo il ciclone Harry in Sicilia

Intanto, a livello nazionale, il Partito Democratico ha formalizzato due emendamenti al ‘Mille proroghe’ per sostenere imprese e famiglie che in Sicilia hanno subito la devastazione causata dal ciclone Harry.

“Con il primo prevediamo lo stop a tasse e imposte per chi ha subito danni ad abitazioni e aziende, spesso unica fonte di reddito, differendo al 2027 tutte le scadenze contributive e fiscali – afferma il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo -. Con il secondo chiediamo di utilizzare le risorse destinate nel 2026 al Ponte sullo Stretto, che ammontano a 918 milioni di euro, per provvedere al ripristino di strade, coste e ferrovie”.