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Catania, scoperta bisca clandestina: denunciate 17 persone

Catania, scoperta bisca clandestina: denunciate 17 persone
La bisca clandestina scoperta in via del Bosco a Catania. Foto ufficio stampa Comune Catania

Gli uomini della polizia locale unitamente ai carabinieri hanno rinvenuto in via del Bosco dispostivi Vlt abusivi e diverso materiale illecito tra cui registri contabili e ricevute

Dispositivi Vlt abusivi e non collegati alla rete dell’agenzia delle dogane, ma anche fiches, carte, dadi, sabot e addirittura libri contabili che attestavano l’attività illecita. Colpo al gioco d’azzardo illegale a Catania. La polizia locale ha infatti individuato e sequestrato una bisca clandestina in via del Bosco al termine di un’operazione condotta congiuntamente con i carabinieri di piazza Verga. Al termine dell’operazione sono state deferite 17 persone all’autorità giudiziaria.

A inizio maggio un’altra bisca clandestina era stata individuata in un circolo privato nel centro di Randazzo, in provincia. Anche in quel caso scattarono denunce e sanzioni.

Rinvenuti dispositivi Vlt abusivi

Catania, scoperta bisca clandestina: denunciate 17 persone
I dispositivi nella bisca clandestina, foto ufficio stampa Comune di Catania

Nel corso del servizio, effettuato all’interno di un immobile di via del Bosco, gli operatori hanno accertato l’esistenza di una struttura organizzata per l’esercizio clandestino del gioco d’azzardo.

Sono stati rinvenuti e sequestrati diversi dispositivi Vlt (videolotteria) abusivi, privi dei nulla osta dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della prevista tabella dei giochi proibiti.

Le apparecchiature non risultavano inoltre collegate alla rete telematica dell’Agenzia ed erano destinate alla raccolta di giocate con vincite in denaro.

Sequestrati registri contabili e ricevute manoscritte tra fiches e carte da gioco

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Altro materiale sequestrato dalla polizia locale e dai carabinieri, foto ufficio stampa Comune di Catania

Inoltre, all’interno dei locali gli agenti hanno sequestrato numerosi materiali utilizzati per l’attività illecita: dadi, sabot, carte da gioco di varie tipologie, fiches riportanti valori monetari, registri contabili, ricevute manoscritte e documentazione relativa a vincite, perdite e consumazioni, oltre a documenti riferiti ai partecipanti alle attività di gioco.

Nel corso delle operazioni è stata inoltre rinvenuta una cassetta metallica con 680,88 euro in contanti e cinque assegni circolari per complessivi 2.320 euro. Il gestore non ha fornito adeguate giustificazioni circa la provenienza e la destinazione delle somme.

Quanto si pagava per entrare ai tavoli

Ulteriori elementi probatori sono emersi durante gli accertamenti. Un uomo identificato sul posto ha dichiarato spontaneamente che presso il proprio tavolo venivano utilizzate fiches del valore di 1, 2 e 3 euro. Altri frequentatori hanno riferito che l’accesso ai tavoli da gioco era subordinato al pagamento di 20 euro.

Complessivamente sono stati identificati quindici avventori intenti a partecipare a partite di “scala quaranta pokerata” e “carioca”. Al termine dell’intervento sono state deferite all’Autorità Giudiziaria diciassette persone.

La frode fiscale

Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere profili riconducibili a frode fiscale ed evasione del Preu, il Prelievo Erariale Unico, sui quali sono stati avviati ulteriori approfondimenti investigativi.

L’operazione si è conclusa con due sequestri probatori delle attrezzature utilizzate per l’attività illecita e con il sequestro preventivo dell’immobile, sottoposto a sigilli per impedire la prosecuzione dell’attività e scongiurare il protrarsi delle conseguenze dei reati contestati.

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