Vigili del fuoco senza mascherine, tredici in quarantena - QdS

Vigili del fuoco senza mascherine, tredici in quarantena

Ivana Zimbone

Vigili del fuoco senza mascherine, tredici in quarantena

giovedì 26 Marzo 2020 - 00:02
Vigili del fuoco senza mascherine, tredici in quarantena

Due positvi, uno è grave. Barbagallo (Usb): “Le mascherine? Potrebbero essere consegnate tra aprile e maggio. Per quella data potremmo essere tutti contagiati e aver infettato anche i civili"

CATANIA – Dopo la denuncia del sindacato Usb, il numero dei contagi tra i vigili del fuoco cresce ancora. Solo nelle ultime ore sono stati messi in quarantena 13 operatori del comune etneo. E si riaccende la polemica per la presunta mancanza dei dispositivi di sicurezza individuale all’interno comando provinciale.

“In un solo mese due operatori risultano positivi al tampone per il Coronavirus: il primo di questi è ricoverato in terapia intensiva in condizioni gravissime, dopo essersi dovuto recare personalmente in ospedale per fare il tampone, negatogli fino alla fine; il secondo è un dipendente della stessa sede – e del medesimo turno di servizio entro i tempi di incubazione del virus, dai 2 ai 14 giorni – che oggi si trova in isolamento domiciliare. Abbiamo chiesto – almeno – che vengano effettuati i tamponi a tutto il personale operativo, funzionario, amministrativo e dirigenziale, al fine di individuare i soggetti affetti da Covid-19, anche se asintomatici, per isolarli e preservare la salute dei dipendenti e della cittadinanza. Le mascherine – ci informa la direzione regionale – potrebbero esserci consegnate tra aprile e maggio. Per quella data potremmo essere già contagiati tutti e aver infettato anche i civili, oltre che essere venuti meno alla nostra funzione di soccorso”, chiosa Carmelo Barbagallo coordinatore regionale del sindacato dei vigili del fuoco Usb Sicilia.

Ma la richiesta dello screening, inoltrata insieme da diversi sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Conapo, Usb), non ha ancora trovato un riscontro e il personale minaccia lo sciopero. “Il nostro lavoro adesso prevede anche il supporto ai sindaci per le problematiche di protezione civile e per le attività di informazione alla popolazione, l’assistenza al montaggio di materiale logistico, anche a supporto delle strutture ospedaliere – consegna di medicine e mascherine, quelle che noi non abbiamo -, l’igienizzazione dei locali pubblici, il supporto e l’assistenza alla popolazione per il trasporto di medicinali e altro materiale urgente, il supporto ai senzatetto. Per fare tutto questo e limitare i contatti tra i colleghi, facciamo turni da 24 ore”, ha continuato Barbagallo.

Il comandante dei vigili del fuoco, Giuseppe Verme, dichiara invece: “I dpi di cui normalmente è dotato il personale consentono anche di proteggersi dalle contaminazioni biologiche e radioattive durante gli interventi. Inoltre, le misure previste dalle attuali norme – smart working, distanze di sicurezza, sanificazione degli ambienti – sono state adottate tutte, per tutelare al meglio gli operatori e far fronte all’emergenza”.

Di contro, Barbagallo sostiene che le attrezzature “speciali” nbcr – di cui parla il comandante – siano utilizzate solo in caso di conclamato contagio da parte di chi richiede l’intervento e che siano in numero ridotto rispetto al personale: “I lavoratori sono circa 500, mentre le maschere disponibili sono circa 40. Se consideriamo le attrezzature necessarie ogni giorno per tutti gli operatori, ce ne vorrebbero in quantità di gran lunga superiori”, conclude.

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