Catania ultima nella classifica delle città "green" italiane - QdS

Catania ultima nella classifica delle città “green” italiane

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Catania ultima nella classifica delle città “green” italiane

lunedì 28 Ottobre 2019 - 18:34
Catania ultima nella classifica delle città “green” italiane

Al centoduesimo posto su centodue. Segue, non classificata, Siracusa, che da anni non fornisce dati. Al primo posto Trento e Mantova. Legambiente, l'Italia migliora, ma ci sono ancora troppe differenze, soprattutto tra Nord e Sud

Trento, Mantova e Bolzano sono le città più green d’Italia. Catania, ultima nella classifica complessiva, è quella meno verde.

E se le città italiane migliorano la loro situazione ambientale, restano ancora tante disuguaglianze, fra chi fa progressi (soprattutto al Nord) e chi rimane impantanato nei problemi (soprattutto al Sud).

Il quadro lo disegna il rapporto annuale di Legambiente “Ecosistema Urbano 2019”, sulle performance ambientali dei 104 capoluoghi di provincia, presentato stamani.

Lo studio valuta le città sulla base di 18 parametri, fra i quali qualità dell’aria, ciclo dei rifiuti, rete idrica, trasporti pubblici, isole pedonali, ciclabilità, tasso di motorizzazione, produzione di energia da fonti rinnovabili.
Trento aveva già buone performance, ed è arrivata in testa alla classifica grazie a un miglioramento nella qualità dell’aria, nel trasporto pubblico e nella ciclabilità.

Mantova, al secondo posto, era prima lo scorso anno, ma rimane una città decisamente verde.

Bolzano, terza, ha migliorato qualità dell’aria e trasporto pubblico.

Seguono, nell’ordine, Pordenone, Parma e Pesaro.

Nella parte alta della classifica ci sono quasi tutte città del Nord, con qualche eccezione, come Oristano (nona), Cosenza (quattordicesima), Teramo (ventottesima) e Nuoro (trentacinquesima).

La parte bassa della classifica ospita soprattutto città del Sud, ma non solo.

Ci sono pure Monza (settantanovesima), Imperia (novantesima), e Alessandria e Massa (al 95/o e 96/o posto), oltre a diverse metropoli: Genova (73/o), Napoli (84/o), Bari (87/o), Torino (88/o), Roma (89/o).

Ultimissima, la città di Catania, al centoduesimo posto su centodue. Seguono, non classificate, Vibo valentia e Siracusa, che da anni non forniscono dati a Legambiente.

“Gli indicatori – si legge nel rapporto – parlano anche quest’anno di un’Italia che si muove in maniera disomogenea. Nel complesso migliora, ma sono tante le città in allarme smog o incapaci di assicurare un corretto ciclo dei rifiuti”.

I dati sulle polveri sottili Pm10 sono in netto miglioramento, ma meno della metà delle città rispettano tutti i limiti di legge. La media italiana della raccolta differenziata è arrivata al 55%, con Ferrara, Treviso, Mantova, Pordenone, Parma e Trento oltre l’80%. In media il 36% dell’acqua potabile non arriva ai rubinetti, ma in 18 città la metà dell’acqua immessa nelle condutture viene dispersa.

Migliora complessivamente, seppur di poco, il servizio di trasporto pubblico. Milano, Brescia, Pavia sono le città dove prendere il bus è più facile.

Il tasso di motorizzazione dei capoluoghi italiani, invece, sale in un anno da 63,3 auto ogni 100 abitanti a 63,9. Lucca e Venezia sono le città migliori per andare a piedi, Reggio Emilia per andare in bici. Cresce l’estensione media delle isole pedonali: 0,47 m2 per abitante (era 0,45 lo scorso anno). Le fonti rinnovabili coprono il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie in 27 capoluoghi. Sono 90 i capoluoghi che hanno almeno un impianto solare termico o fotovoltaico sugli edifici pubblici.

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