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Centrosinistra, Taruffi: accordo di programma a giorni, primarie a inizio 2027

Centrosinistra, Taruffi: accordo di programma a giorni, primarie a inizio 2027

“Sarà sfida Schlein-Conte,chi perde rispetterà risultato. Intesa anche su Ucraina. Meloni dica quando si vota”

Roma, 3 ott. (askanews) – “La discussione sul federatore non è mai stata all’ordine del giorno. Ci sono tutte le condizioni per un accordo di coalizione per l’intera legislatura”. E dunque la premiership del centrosinistra sarà decisa dalle primarie che rappresenteranno “una festa popolare con una grande partecipazione” che si terrà “all’inizio dell’anno prossimo” perchè “per l’organizzazione necessaria a una manifestazione del genere, qualche mese servirà”.E il cui risultato sarà accettato e rispettato da tutte le forze della coalizione,a partire da Giuseppe Conte e Cinque Stelle che non si sfileranno in caso di sconfitta: “nella maniera più assoluta, sono veleni che vengono diffusi da chi ha interesse a che in Italia non ci sia un governo di sinistra”. Parola del responsabile organizzazione del Pd Igor Taruffi, braccio destro della segretaria Elly Schlein, all’indomani della direzione dem in cui la leader ha lanciato la sua sfida al presidente M5s Giuseppe Conte per la premiership del campo largo.

Si potrà votare anche online come chiedono i 5s? “Lo vedremo insieme agli alleati, mi pare davvero l’ultimo dei problemi”, taglia corto sul punto Taruffi in una intervista a Repubblica. In cui certifica che solo la segretaria dem potrà rappresentare i dem alle primarie. “Sarà la nostra segretaria – afferma- ma non perché lo dicono le regole statutarie. Lo impone la politica, del resto le stesse parole di Giorgio Gori in direzione mi sembra abbiano escluso una sua eventuale partecipazione”.

“A chi parla di ritardi – prosegue Taruffi- faccio notare che, nella migliore delle ipotesi, alle elezioni mancano sette mesi, ma non è escluso che si arrivi a un anno”. Ed in ogni caso, assicura, la sigla dell’accordo di programma unitario del centrosinistra è ormai dietro l’angolo. “Noi – dice- siamo pronti da tempo e sono sicuro che nelle prossime settimane questo avverrà. È impossibile che non si trovi un accordo. Nessuno di noi può permetterselo. Siamo tutti consapevoli che nessuna forza politica si può sfilare di fronte alla responsabilità di un nuovo governo che dia al Paese le risposte di cui ha bisogno. Ma qualcuno dovrebbe anche iniziare a chiedere alla presidente del Consiglio se intende portare avanti la legislatura oppure pensa di dimettersi dopo la sessione di bilancio: riguardo ai tempi, non è una decisione secondaria. È sbagliato tenere appeso il voto agli interessi del centrodestra anziché a quelli del Paese”.

Accordo, non si sottrae Taruffi, anche sul pomo della discordia del sostegno all’Ucraina, che Conte vuole far cessare. “Non c’è dubbio – afferma- che sia stato giusto sostenere Kiev di fronte all’aggressione della Russia, ma è altrettanto evidente che è necessario trovare una via diplomatica. Non sappiamo se potrà riuscirci, ma siamo certi che bisogna comunque tentare. È evidente che, senza le armi europee e americane, oggi la cartina dell’Ucraina sarebbe già disegnata in un altro modo, ma è altrettanto chiaro che non se ne esce senza una via diplomatica. Che oggi non è nemmeno tentata. Il governo italiano e l’Unione europea da questo punto di vista sono stati carenti e non vedo un elemento insormontabile che neghi l’intesa anche dentro il centrosinistra».