Milano, 4 mag. (askanews) – Montreux ospiterà dal 6 all’8 maggio l’”VIII Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna”, appuntamento promosso dal Cervim con il patrocinio dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), insieme con il Canton de Vaud e Lavaux Patrimoine Mondial. Per la prima volta il congresso farà tappa in Svizzera e potrà essere seguito anche online attraverso i canali social del Centro di ricerca.
Saranno 110 i partecipanti attesi tra ricercatori, tecnici, rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore. Il confronto partirà dallo stato attuale della viticoltura di montagna e in forte pendenza, con un’attenzione particolare agli effetti del cambiamento climatico, alla sostenibilità e al quadro normativo europeo. A confermare il respiro internazionale dell’iniziativa sono anche i contributi arrivati da 12 Paesi, tra cui Camerun, Comore, Messico e varie realtà europee. Il tema scelto per questa edizione è “Heroic vineyards serving worldwide viticulture”, formula con cui il congresso richiama il peso crescente della viticoltura eroica nel futuro dei territori montani, terrazzati e più difficili da coltivare. L’apertura è fissata per il pomeriggio di martedì 5 maggio con la masterclass “Vigneti svizzeri”, dedicata alla biodiversità viticola locale. Dal 6 maggio inizieranno invece le sessioni di lavoro e le visite tecniche.
“La viticoltura di montagna e in forte pendenza è un patrimonio da tutelare, ma anche un modello concreto per affrontare le sfide ambientali, economiche e sociali dei territori fragili” ha dichiarato Nicola Abbrescia, presidente del Centro di ricerca, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticoltura montana (Cervim), aggiungendo che “in una fase in cui il cambiamento climatico impone nuove attenzioni anche sul piano normativo, è fondamentale rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e produttori, affinché la viticoltura eroica trovi pieno riconoscimento nelle strategie agricole europee e internazionali”.
Il programma sarà diviso in tre sessioni. La prima, “Unique landscapes to preserve”, affronterà il tema della tutela del paesaggio, della biodiversità e dei territori fragili. La seconda, “Economical sustainability of heroic viticulture”, si concentrerà sulla sostenibilità economica, sui costi e sui modelli di sviluppo delle aree viticole montane e in forte pendenza. La terza, “Technics and agronomy”, entrerà invece nelle questioni più operative, dal lavoro agronomico in vigneto all’uso delle tecnologie e dei droni, fino alla gestione del suolo, dell’acqua e dello stress idrico.
Uno dei passaggi centrali sarà la tavola rotonda del 6 maggio dedicata alla strategia politica della viticoltura eroica in Europa. Il confronto riguarderà il futuro del comparto in Svizzera e nell’Unione Europea, il ruolo degli organismi internazionali e gli strumenti di riconoscimento, anche alla luce del Pacchetto Vino e delle modifiche normative legate al cambiamento climatico. Interverranno Herbert Dorfmann, eurodeputato e coordinatore del Ppe in Commissione Agricoltura, Diego Tomasi, presidente del Comitato tecnico scientifico del Cervi e direttore del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Frédéric Schwaerzler, rappresentante della Chambre d’Agriculture d’Alsace, Olivier Viret, responsabile per la viticoltura del Canton Vaud, e Jorge Queiroz dell’Università di Porto. A moderare sarà Anick Goumaz, redattrice dell’edizione svizzero-francese della rivista “Vinum”.
Accanto ai lavori in sala sono previste visite tecniche nei vigneti di Lavaux, Chablais e Vallese, con momenti di confronto diretto sui territori viticoli svizzeri e sugli studi condotti in queste aree.

