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Ceuta, 25 incriminati per traffico di migranti. La Spagna attacca l’Italia: “Eccessivo sospendere Schengen”

Ceuta, 25 incriminati per traffico di migranti. La Spagna attacca l’Italia: “Eccessivo sospendere Schengen”
Migranti entrano a nuoto a Ceuta in Spagna. Foto Imagoeconomica

Per il ministro dell’Interno iberico, Fernando Grande-Marlaska è stata una “scelta priva di necessità e proporzionalità”. L’omologo italiano, Piantedosi risponde: “Con noi -82% di sbarchi”

Arrivano le prime incriminazioni per traffico di migranti sul caso di Ceuta. La procura di Tetuan, in Marocco, ha incriminato 25 persone per aver organizzato tale traffico o per aver trasportato passeggeri senza licenza, la settimana scorsa, quando a decine di migliaia sono arrivata e nuoto nella enclave spagnola. Lo riferiscono i media iberici.

Sale a 77 il bilancio delle vittime a Ceuta

Questa ondata di migranti dal Marocco a Ceuta ha causato la morte di 77 persone. Lo hanno reso noto martedì le autorità, aggiornando, purtroppo al rialzo, il precedente bilancio di 75 vittime.

Un organismo spagnolo incaricato delle operazioni di identificazione, composto da esperti di medicina legale e della guardia civil, ha dichiarato in un comunicato che le autorità di Ceuta hanno recuperato 79 corpi dal mare. Tuttavia, due di essi erano stati recuperati il 29 luglio e nelle prime ore del 30 luglio, prima dell’ondata migratoria, portando così il bilancio a 77 vittime, ha aggiunto la nota.

Gli esperti di medicina legale hanno eseguito 77 autopsie e identificato, tramite le impronte digitali, due persone che risultavano già registrate in Spagna. “Per poter identificare le altre persone, i dati relativi alle impronte digitali dovranno essere inviati in Marocco per un eventuale riconoscimento”, si legge nel comunicato.

Centinaia di persone vicino Ceuta in cerca dei parenti dispersi e il bilancio delle vittime sarebbe più alto

Centinaia di persone si sono radunate nella città di Fnideq, nel nord del Marocco, vicino a Ceuta, mostrando ai passanti le foto dei loro cari scomparsi nella speranza di ritrovarli. Secondo le autorità locali, almeno 88 persone sono morte a Ceuta e altre 11 in Marocco , mentre decine di altre risultano ancora disperse. Ieri, il ministro dell’Interno spagnolo ha dichiarato che circa 70.000 persone arrivate a Ceuta alla fine della scorsa settimana sono state rimpatriate negli ultimi giorni.

Minori migranti, situazione insostenibile: occupazione al 2600%

La situazione dei minori rimasti a Ceuta dopo il loro arrivo la scorsa settimana è “insostenibile”, ha avvertito oggi Juan Jesús Vivas, il presidente dell’enclave spagnola sulla costa nordafricana, lanciando un appello al resto della Spagna per chiedere aiuto.

Attualmente, il tasso di occupazione dei centri di accoglienza per minori di Ceuta è del 2.600% superiore alla loro capacità massima“, ha dichiarato Vivas in un’intervista alla televisione pubblica spagnola, stimando il numero di minori presenti nella città autonoma a circa 1.100.

Ceuta “non ha spazio aggiuntivo” ed “è sottoposta a un’enorme pressione” perché si prenda cura di questi minori, ha osservato il prefetto regionale, Miguel Ángel Pérez Triano.

“La situazione è assolutamente insostenibile”, ha ribadito Juan Jesús Vivas, membro del Partito Popolare (di destra), principale partito di opposizione al governo di sinistra di Pedro Sánchez.

Secondo il prefetto, la polizia spagnola ha già registrato 528 minori, che sono stati poi trasferiti nei centri di accoglienza.

L’Ong Save the Children aveva già lanciato l’allarme lunedì scorso sul sovraffollamento dei centri di accoglienza per minori, sottolineando che “il sistema di protezione dell’infanzia della città si sta attualmente prendendo cura di circa un migliaio di bambini, un numero di gran lunga superiore alla sua capacità di appena un centinaio di posti”.

Juan Jesús Vivas ha chiesto aiuto al resto della Spagna per affrontare la situazione dei minori, una questione politicamente delicata, affermando che Ceuta rimane “con il cuore spezzato” dopo la crisi.

Intanto scoppia la polemica tra Spagna e Italia

Ceuta, 25 incriminati per traffico di migranti. La Spagna attacca l’Italia: “Eccessivo sospendere Schengen”
Il primo ministro spagnolo Sanchez all’incontro di cooperazione nella città autonoma di Ceuta. Foto Imagoeconomica

Intanto la Spagna ha criticato l’Italia in merito alla decisione di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con il Paese iberico e reintrodurre i controlli negli aeroporti in risposta alla crisi di Ceuta.

Per il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska è stata una scelta “priva di necessità e proporzionalità” ed ha aggiunto: “Lo spazio Schengen non è stato in alcun modo compromesso”, dopo il Consiglio Affari Interni informale di questa mattina videoconferenza.

“È stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale all’interno di Schengen e che nessuna persona può lasciare Ceuta senza un controllo effettivo” aggiunge. Il ministro ha, quindi, precisato che da parte italiana non gli è stato comunicato che i controlli saranno sospesi, ma ha espresso l’auspicio che ciò avvenga “al più presto”.

Piantedosi: “La Spagna ci attacca? Con noi -82% di sbarchi”

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’intervista al quotidiano La Verità ha risposto: “Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è una misura che i Paesi europei hanno attivato centinaia di volte negli anni: la stessa Spagna vi ha fatto ricorso in diverse occasioni, così come alcuni Paesi confinanti hanno fatto nei nostri confronti. Il clamore che si è sollevato attorno alla decisione del nostro governo è dunque del tutto immotivato. Si tratta di una disposizione di carattere pratico, prevista dai trattati stessi, che non ha alcun impatto sui cittadini europei né su quelli di Paesi extra Ue già in possesso di un titolo di soggiorno regolare sul territorio dell’Unione”.

Nella stessa intervista ha poi sottolineato: “Quanto ai numeri sugli sbarchi, citati in questi giorni in maniera strumentale, anche dallo stesso governo spagnolo, basterebbe un’analisi più attenta ma soprattutto obiettiva: negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali. Il primo quando era ministro Salvini, nel 2018, il secondo oggi, grazie alle politiche messe in campo da questo governo, guidato da Giorgia Meloni. Se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della nostra legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno i numeri crollano dell’82%. È la prova che, quando c’è la volontà politica e, se me lo permette, la capacità tecnica, è possibile arginare un fenomeno che nasce e prospera grazie ad attività criminali organizzate”.

Borrell: “La solidarietà dell’Ue è morta”

L’ex alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ritiene che la “solidarietà” dell’Unione Europea sia “morta” con la recente crisi migratoria di Ceuta, lamentando la mancanza di considerazione mostrata nei confronti della Spagna, vittima di un “attacco ibrido”.

E ancora: “Mi frustra profondamente vedere come la solidarietà europea sia morta a Ceuta, perché alcuni Paesi hanno anteposto i propri interessi elettorali nazionali all’esercizio della solidarietà europea”, ha dichiarato Borrell in un’intervista a Cadena Ser, riportata da EuropaPress, valutando la risposta di alcuni Stati membri alla crisi migratoria nella città autonoma.

A questo proposito, l’ex ministro degli Esteri spagnolo ha sottolineato che vedere Paesi come l’Italia, che, a suo dire, ha “innescato la miccia”, chiedere l’”espulsione” della Spagna dall’area Schengen è molto “frustrante”. Allo stesso tempo, ha lamentato che la “demagogia populista” venga anteposta allo Stato di diritto e che la “solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione Europea venga sostituita dalla critica al governo”.

Critiche anche alla Danimarca

Inoltre, ha criticato la Danimarca per la sua mancanza di solidarietà, sostenendo che “la Spagna ha sempre fornito assistenza in materia di migrazione e nella difesa del proprio territorio”, riferendosi al conflitto con gli Stati Uniti sulla sovranità della Groenlandia, in cui il governo di Pedro Sánchez è stato tra coloro che si sono “contrapposti” al presidente statunitense Donald Trump.

Al contrario, l’ex alto rappresentante dell’Ue ha difeso la posizione dei governi di Francia, Portogallo e Irlanda, che hanno sostenuto il governo spagnolo nella gestione della crisi migratoria di Ceuta. In questo contesto, l’ex ministro ha criticato i Paesi europei più ostili nei confronti della Spagna per la loro mancanza di “solidarietà” con “un Paese che ha subito un attacco ibrido”.

“Non è il primo attacco ibrido a cui assisto, che sfrutta la disperazione delle persone promettendo loro un passaggio sicuro”, ha dichiarato Borrell, riferendosi al massiccio afflusso di migranti lungo la costa di Ceuta a luglio. Ha inoltre ribadito che la situazione non può essere risolta senza la collaborazione del Marocco, un Paese le cui relazioni dovranno essere ulteriormente analizzate. “Ora, la cosa importante è occuparsi di coloro che si trovano a Ceuta”, ha concluso.

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