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Chi è Giorgio Parisi e perchè ha vinto il premio Nobel per la Fisica

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Chi è Giorgio Parisi e perchè ha vinto il premio Nobel per la Fisica

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martedì 05 Ottobre 2021 - 15:42

E' la terza volta che un fisico, di quella che ormai è universalmente nota come «la scuola Romana», viene insignito di questo prestigioso riconoscimento

 Con il Premio Nobel per la Fisica di oggi a Giorgio Parisi è la sesta volta in cui alla ricerca italiana viene conferita la più alta onorificenza per la Fisica. Ed è anche la terza volta che un fisico, di quella che ormai è universalmente nota come «la scuola Romana», viene insignito di questo prestigioso riconoscimento.

CHI E’ GIORGIO PARISI

Quello assegnato a Giorgio Parisi, allievo di Nicola Cabibbo che il premio Nobel se lo vide letteralemente scippare, è il terzo Nobel made in Roma. Non a caso oggi gli studenti della facoltà di fisica hanno esposto lo striscione «It’s Coming Rome» per celebrare il loro professore. La storia della scuola romana ha le sue radici proprio agli inizi degli anni ’30 nei locali di via Panisperna al quartiere Monti a Roma, proprio nei pressi del Palazzo del Viminale. I locali di quella storica sede sono stati restaurati e ora sono la sede del Centro Ricerche Enrico Fermi (Cref) che ospita anche un bellissimo museo dedicato al grande scienziato italiano. E’ in questa sede infatti che Enrico Fermi raccolse intorno alle sue attività di ricerca un consistente gruppo di ricercatori e collaboratori che, nel corso delle loro attività segnarono lo sviluppo della fisica mondiale. Sono proprio il fisico italiano Fermi ed il suo team, soprannominato i «ragazzi di via Panisperna», che nel 1934 utilizzarono neutroni per bombardare atomi di uranio e innescarono, il 22 ottobre 1934, la prima fissione nucleare artificiale di un atomo di uranio.

IL TEAM

Tra quei ragazzi nomi destinati a entrare nella storia della fisica: Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, Bruno Pontecorvo, Oscar D’Agostino ed Ettore Majorana. Durante gli anni delle leggi razziali e con lo scoppio della guerra il gruppo si disperse, ma proprio a Roma un gruppo di ricercatori composto da Marcello Conversi e Oreste Piccioni a cui poi si aggiunse anche Ettore Pancini, riuscì, anche sotto i bombardamenti e durante l’occupazione nazista a compiere esperimenti chiave nella misurazione dei raggi cosmici.

Si trattò di studi fondamentali che gettarono le basi per la fisica delle alte energie e chiarirono il ruolo del muone. Questi esperimenti ebbero una rilevanza tale da essere stati citati almeno 5 volte nelle motivazioni di altrettanti Premi Nobel per Fisica. Il Secondo Premio Nobel della scuola romana arriva solo alla fine degli anni ’50. Nel 1959 a vincerlo fu proprio uno dei «ragazzi di Via Panisperna», Emilio Gino Segrè che lo vinse insieme allo statunitense Owen Chamberlain «per la scoperta dell’antiprotone». La scuola romana si trova di nuovo vicinissima al Nobel nel 2008. Stavolta è la storia di un vero e proprio premio mancato. E’ quello che non venne assegnato a una delle colonne della scuola romana di fisica del dopoguerra, Nicola Cabibbo.

Quell’anno infatti l’Accademia delle Scienze di Scienze di Stoccolma prese la bizzarra decisione di conferire il premio a Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa, ricercatori giapponesi il cui merito era quello di aver sviluppato le idee di Cabibbo, lasciando però fuori dall’onorificenza il professore romano. Con il Premio Nobel di oggi assegnato a Giorgio Parisi, allievo diretto di Nicola Cabibbo, il cerchio si chiude.

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