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Ciclone Harry, potrebbero volerci anni per ricostruire. Schifani: “Danni devastanti”

Ciclone Harry, potrebbero volerci anni per ricostruire. Schifani: “Danni devastanti”

Il governatore è stato a Messina

Per la ricostruzione delle aree colpite dal Ciclone Harry potrebbero essere necessari anni. “Le immagini che si sono presentate durante la nostra visita sono oggettivamente devastanti. Intere fasce costiere sono distrutte e cancellate. La sfida sarà quella di farci trovare pronti e rispondere presente”. A dichiararlo durante il punto stampa in Prefettura a Messina il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, in visita questo pomeriggio sulla costa ionica Messinese, tra Mazzeo, Furci Siculo e Santa Teresa di Riva.

Maltempo in Sicilia, Schifani: “Problema cambiamento climatico”

Il problema, come conferma il presidente a margine dell’incontro con i sindaci della provincia peloritana colpiti dal Ciclone, risiede nel cambiamento climatico. “Lo stesso che ha devastato l’Isola con gli incedi due anni fa”, ha aggiunto il governatore spiegando che “sono state attivate tutte le procedure emergenziali necessarie per l’intervento anche del governo centrale.

Resta viva la possibilità della nomina da Roma di un commissario straordinario che possa consentire di bypassare il problema delle tempistiche, aggirando i vincoli normativi che potrebbero rallentare la ricostruzione attraverso la legge 40 del 2025.

“Sono già stati stanziati 70 milioni di euro di fondi regionali per le prime emergenze, ma il governo nazionale farà la sua parte. E se necessario chiederemo aiuto anche all’Ue per ottenere fondi europei. Raschieremo il fondo del barile per trovare le somme necessarie per la messa in sicurezza, prima, e per la ricostruzione, poi”, ha confermato il presidente Schifani.

Maltempo in Sicilia, Schifani: “Serve collaborazione per velocizzare i tempi”

La scommessa resta sui tempi, oltre che sugli importi. “Bisognerà collaborare per velocizzare le procedure emergenziali, dal momento che l’emergenza è notevole”, ha aggiunto ancora il governatore, non escludendo l’ipotesi che potrebbero volerci anni per riuscire a tornare alla normalità.

Un problema per gli abitanti, ma soprattutto per chi nella costa ionica ha investito tra ristoranti, attività balneari e strutture alberghiere. “I danni al turismo che possono derivare dalla non fruibilità delle zone sono notevoli. L’economia della Sicilia che ha fondato la sua crescita negli ultimi anni anche sul turismo, rischia un forte danno che non possiamo consentire”.

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