In Sicilia continua a persistere il gravissimo problema legato ai tirocinanti regionali. I ragazzi, infatti, dopo aver terminato il proprio percorso formativo non riescono a trovare sbocchi lavorativi, con il tasso di disoccupazione giovanile sempre più alto su tutta l’Isola. Da ciò scaturisce, di conseguenza, una devastante condizione di precarietà, che colpisce indistintamente le nuove generazioni che tentano di addentrarsi nel mondo dell’impiego. “I percorsi formativi non creano sbocchi lavorativi e le ditte non assumono, ma continuano a rifornirsi di altri tirocinanti ottenendo forza lavoro a costo zero”, la denuncia al nostro giornale da parte di Oreste Lauria, portavoce regionale dei tirocinanti della Regione Sicilia.
Il portavoce dei tirocinanti siciliani al QdS: “Problema gravissimo, tirocinanti non trovano sbocchi lavorativi”
“Il sistema dei tirocini regionali in Sicilia è una sorta di ciclo di precarietà continuo in modo assistenziale senza la creazione di reali posti di lavoro stabili – conferma Oreste Lauria -. Il problema dei tirocinanti è gravissimo. Il tasso di disoccupazione giovanile va sempre più su e adesso si trova intorno al 18%. Da qui a fine 2026 termineranno i propri percorsi formativi circa 30mila tirocinanti, ma i dati relativi alla successiva immissione nel mondo del lavoro al termine dei tirocini sono bassissimi. A nostro parere, i tirocini proposti della Regione non sono funzionali, questo perché si tende sempre a proporre i giovani alle stesse aziende. In questo modo le ditte, avendo sempre sostituzioni pronte, non andranno mai a fare un contratto a un ragazzo che finisce l’apprendistato. I tirocinanti, dunque, si sentono esclusi e una volta terminato un percorso formativo sono costretti ad iniziarne un altro”.
La legge “Salva Precari”
Il portavoce dei tirocinanti siciliani, con un ultimo appello lanciato nel luglio del 2026, ha proposto ancora una volta l’istituzione di una legge denominata “salva precari”: “La mia è una proposta volta a risolvere la precarietà e dare certezze lavorative ai tirocinanti attraverso un piano straordinario sulle politiche di attivazione del lavoro – conclude Lauria -. Pensate un po’ che dopo 6 anni e mezzo di battaglie per l’avviso 22, ancora devono ricevere i pagamenti ben 20 persone con Regione ed Enti di Formazione che si rimbalzano di continuo la responsabilità. La mia proposta di legge deve essere inoltrata all’Università per essere studiata: io ho la bozza pronta e sarei disponibile sin da subito a confrontarmi con chi di dovere. È fondamentale per il futuro di questi ragazzi risolvere la situazione: è avvilente non essere ascoltati dalla politica perché in questi anni nessuno, a prescindere dall’orientamento politico, prende in mano in Sicilia la questione per tentare di risolverla”.
L’assessore Turano: “Accogliamo ogni iniziativa contro il precariato, ma futuro dei tirocinanti non dipende dalla Regione”
Ai microfoni del nostro giornale è intervenuto anche l’Assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale, Domenico Turano, che ha fatto il punto della situazione legata ai giovani tirocinanti siciliani e sul possibile ruolo della Regione: “La legge salva precari? Accogliamo certamente con apertura e favore qualsiasi iniziativa volta ad aiutare i giovani siciliani e contrastare il precariato – le parole dell’assessore -. Tuttavia, il loro futuro non dipende dalla Regione. Facciamo il possibile per provare a inserire nel mondo del lavoro le persone che terminano i propri percorsi formativi, ma purtroppo non possiamo assicurare nulla: sono le aziende, poi, a decidere se assumere o meno i ragazzi. Come Regione, in ogni caso, auspichiamo e spingiamo affinché i tirocinanti siciliani possano trovare nel breve termine dei posti di lavoro, ma non dipende da noi“.
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