Clima, Catania la più “mutata” in Sicilia - QdS

Clima, Catania la più “mutata” in Sicilia

Michele Giuliano

Clima, Catania la più “mutata” in Sicilia

martedì 24 Maggio 2022 - 05:58

La fotografia Istat sul decennio 2010-20: nella Città dell’Elefante si è passati da 18,3 gradi a 20,2. A Palermo si è passati da una media di 18,3 gradi a una di 19,1, a Messina da 18,9 a 19,8

PALERMO – Il cambiamento climatico è ormai una certezza con cui bisogna fare i conti. In appena 10 anni, la temperatura media nelle principali città siciliane è cresciuta molto più velocemente che in passato secondo il recentissimo “report sui cambiamenti climatici” pubblicato dall’Istat: a Palermo si è passati da 18,3 gradi Celsius a 19,1; a Catania da 18,3 gradi a 20,2; a Messina da 18,9 gradi a 19,8. Si tratta delle temperature più alte in Italia.

Riduzione delle precipitazioni totali

All’aumento delle temperature, si accompagna una netta riduzione delle precipitazioni totali annue: a Palermo, nel 2010 sono caduti 700,6 mm di acqua, mentre nel 2020 si è scesi a 530,4; a Catania, sono stati registrati 752,4 mm nel 2010, mentre nel 2020 sono scesi a 440,2 mm; a Messina si passa da 837,8 mm nel 2010 a 698,6 mm nel 2020. In termini percentuali, si tratta di una riduzione di circa il 25% in regione, che sale al 41% se si guarda alla sola Catania. Un problema non da poco, che rappresenta l’ennesimo segnale del percorso di desertificazione che stanno affrontando i territori isolani, al centro di un mar Mediterraneo sempre più “tropicale”.

Altro elemento di riflessione offerto dai dati è la velocità con cui è avvenuta la crescita della temperature nel tempo. Non è un caso che i valori registrati quale temperatura media annua tra 1971 e 2000 sia, per Palermo, di 18,5 gradi, valore che è rimasto praticamente inalterato fino al valore medio registrato tra 2006 e 2015, per subire una crescita poderosa in pochissimi anni.

A livello nazionale, nel 2020 la temperatura media è pari a +16,3 gradi Celsius, calcolata come media dei valori di stazioni termo-pluviometriche dei 24 capoluoghi di regione e città metropolitane. In tutte le città sono stati registrati rialzi della temperatura, sia minima che massima: le più alte si rilevano a Perugia (+2,1°C), Roma (+2°C), Milano (+1,9°C), Bologna (+1,8°C) e Torino (+1,7°C).

Diminuito l’estremo del freddo

Dal 1971, in realtà, la temperatura media annua mostra un trend crescente per i capoluoghi di regione, con i valori più alti nel decennio 2011-2020. Non sono semplicemente aumentate le temperature, ma è anche diminuito l’estremo del freddo raggiunto nelle varie località. In particolare, fra le 24 città osservate i giorni estivi (con temperatura massima maggiore di 25°C) in media sono 112 mentre salgono a 56 le notti tropicali (con temperatura che non scende sotto i 20°C).

Considerando i soli capoluoghi di regione, i due indici segnano un’anomalia media rispetto ai dati raccolti precedentemente di +15 giorni e +18 notti. In tutte queste città (ad eccezione di Palermo) si hanno anomalie positive di giorni estivi, più alte per Aosta (+41 giorni), Perugia (+35), Roma (+27) e Trieste (+26). Le notti tropicali raggiungono quota +53 a Napoli, seguono Milano (+34 notti), Catanzaro (+33) e Palermo (+27). Ancora, il 2020 si presenta come l’anno meno piovoso degli ultimi dieci, insieme al 2011, con una precipitazione totale annua di 661 mm (media delle stazioni osservate). Nelle principali città, sovrapposta alla tendenza ad aumento generalizzato della temperatura media, la diminuzione della precipitazione è pari a -132 mm sul corrispondente valore medio del periodo 2006-2015.

Sul totale delle città monitorate, sono ben 22 a segnalare una riduzione delle precipitazioni, con punte a Napoli (-423,5 mm), Catanzaro (-416) e Catania (-359,7). Nei capoluoghi di regione l’anomalia si attesta in media a -91 mm rispetto al valore climatico 1971-2000 e riguarda 15 città: in testa Napoli (-439,6 mm) seguono Genova (-276,9 mm), Catanzaro (-262,1 mm), Firenze (-221,6 mm), Bologna (-211,9 mm) e Milano (-196).

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