Coalizione M5S-Pd a Trapani, prove generali di dialogo - QdS

Coalizione M5S-Pd a Trapani, prove generali di dialogo

Pietro Vultaggio

Coalizione M5S-Pd a Trapani, prove generali di dialogo

venerdì 16 Ottobre 2020 - 00:00
Coalizione M5S-Pd a Trapani, prove generali di dialogo

Il senatore pentastellato Santangelo: “Percorso naturale senza imposizioni da Roma”. Venuti, segretario provinciale dem: “Costruire dal basso discussione più ampia”

TRAPANI – L’intesa tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico è un déjà-vu, un libro già letto, ma non sul territorio trapanese.
Dai partiti nazionali è partita l’esperienza di una coalizione che adesso si prova a far funzionare anche a livello locale.
Il senatore pentastellato, Vincenzo Maurizio Santangelo, ha fatto sapere nei giorni scorsi di un incontro da cui potrebbe scaturire un’alleanza con il Pd in provincia di Trapani. Un connubio nato da una esigenza più pratica che teorica e non da una “imposizione” giunta da Roma.

“Nei giorni scorsi ho incontrato il segretario del Partito democratico della provincia di Trapani, Domenico Venuti – dichiara Santangelo al Quotidiano di Sicilia -. In un clima molto cordiale e costruttivo abbiamo affrontato diversi temi di politica territoriale. Al netto di alcune naturali differenze di posizione e tenendo conto delle naturali differenze tra i vari territori, sono convinto che il lavoro positivo fatto dal Governo Conte 2 possa essere un ‘modello’ da seguire”.

“Spesso – prosegue – nei territori ci sono forze politiche o liste civiche con persone di qualità. Quindi, ritengo un errore escludere a priori la possibilità di dialogare per verificare se ci sono i presupposti al fine di avviare un percorso comune. Il primo effetto positivo dell’incontro con Venuti è proprio quello di non aver lasciato indifferenti argomenti importanti. Come abbiamo sempre fatto, anche a livello nazionale, il dibattito deve basarsi sui temi. Nessuno, però, deve avere dubbi sul fatto che questo percorso, ove possibile, debba partire dal basso senza essere imposto da nessuno”.

Nessuna imposizione, quindi, dal governo nazionale ma un naturale ‘cursus’ anche in ambito locale. Abbiamo chiesto a Santangelo su quali territori, più nello specifico, si pensa di poter portare avanti questo sodalizio: “Esistono realtà – ci ha risposto il senatore – in cui le interlocuzioni sono andate avanti, basti pensare al nostro governo cittadino a Castelvetrano, dove può esserci la reale possibilità di allargare la maggioranza. Perché non dialogare per cercare assieme delle soluzioni? Guardiamo con interesse tutto il territorio. Si registrano, altresì, delle situazioni limite, come nel Comune di Erice, dove non esistono i presupposti per un percorso comune. Ribadisco che come Movimento 5 Stelle ci aspettiamo dal Partito democratico delle scelte coraggiose che, soprattutto in alcuni territori, possano segnare un deciso cambio di direzione rispetto a quanto fatto fino questo momento”.

Una fusione nazionale ed anche locale possa portare ad un unico partito alle prossime elezioni? Santangelo lo esclude e chiarisce: “Il Partito democratico e il Movimento 5 stelle sono forze politiche strutturate in modo diverso. Credo che sia più appropriato parlare di coalizione. A livello locale naturalmente le dinamiche sono altre e qualsiasi percorso deve partire dal basso e non da Roma”.
Una coalizione, quindi, che sembra puntare ad un progetto a lungo termine. Alle prossime elezioni nazionali ci sarà una coalizione, ma portando idee di governo diverse? Puntando più al dialogo su tematiche che si possono incontrare? “Ancora è presto – risponde il senatore – per poterlo dire e non sarà un percorso semplice. Credo che, visto il lavoro fatto al governo, quanto ipotizzato possa essere uno scenario possibile”.

Un percorso, però, in cui nulla sembra essere scontato. Impegno nella ricerca dei tanti punti di convergenza, pazienza ed abnegazione, è quanto dichiarato invece dal segretario Pd Trapani, Domenico Venuti. “Pd e M5s sostengono insieme l’esperienza del Conte bis ma ora – commenta ancora Venuti – come classi dirigenti di questi due partiti, abbiamo il dovere di impegnarci per costruire dal basso una discussione più ampia, coinvolgendo le rispettive basi”.

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