Roma, 19 ott. (askanews) – Per tutelare la salute dei propri figli l’85% degli italiani ritiene utile introdurre nelle scuole progetti di educazione alimentare fin dall’infanzia, per aiutare i giovani a riconoscere il valore del cibo sano e il suo ruolo nella prevenzione. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti/Censis “La filiera della buona salute”, diffuso alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma.
I ragazzi italiani sono ancora poco consapevoli dell’importanza del nesso tra cibo e salute: solo il 19% degli italiani (meno di 2 su 10) indica l’adolescenza come la fase in cui lo ha percepito con maggiore chiarezza e appena il 5% l’infanzia, mentre il 52% parla della prima età adulta e il 20% dell’età matura o avanzata.
In altre parole come evidenziato dal rapporto la maggioranza dei ragazzi ha imparato a discernere il buon cibo solo da adulta, mentre è nell’infanzia che si forma l’imprinting di abitudini destinate a durare tutta la vita. Non stupisce dunque che la quasi totalità dei cittadini (95%) riconosca agli istituti scolastici un ruolo importante nella promozione della cultura del buon cibo. E anche medici e personale sanitario possono contribuire a questo percorso, secondo il 94% degli intervistati.
La prova evidente della necessità, sottolinea Coldiretti, di rafforzare un’alleanza educativa tra famiglie, scuole, medici e agricoltori, affinché le nuove generazioni acquisiscano gli strumenti per scegliere consapevolmente ciò che mangiano.

