Milano, 20 apr. (askanews) – L’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore e l’azienda Meritor Hvs di Cameri collaborano con l’obiettivo di creare una nursery per la specie autoctona Luccio italico (Esox cisalpinus) con annesso un centro di ricerca e didattica. Il progetto prevede la riqualificazione ambientale della ex area di reintroduzione della lontra, dismessa in quanto, come da indicazioni Ispra, si predilige la predisposizione del territorio affinché la specie lo colonizzi autonomamente, senza reintroduzioni attive.
Nell’ambito del progetto di riqualificazione ambientale sono previste: azioni di pulizia dell’area, monitoraggio dello stato attuale e delle specie attualmente presenti al fine di valutare le azioni necessarie per mantenere la presenza del luccio, rimozione delle specie alloctone e invasive, strutturazione del centro di ricerca e centro didattico il coinvolgimento di scuole, il coinvolgimento di uno studente universitario per la realizzazione di una tesi.
“Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra enti pubblici e aziende presenti sul territorio possono insieme prendersi cura dell’ambiente e valorizzarlo con progetti mirati al sostegno della biodiversità” commenta il Presidente dell’Ente Parco, Alessandro Antonio Bellan: “È, inoltre, importantissimo in questi progetti che ci sia anche il coinvolgimento delle scuole e del mondo universitario: non bisogna mai dimenticarsi dell’importanza e del valore dell’educazione ambientale e della ricerca scientifica”.
“Auspico – aggiunge la direttrice dell’Ente Parco, Monica Perroni – che questo progetto possa rappresentare un esempio virtuoso per altre aziende che vorranno in futuro aiutare il territorio in cui si trovano. Come Ente, siamo disponibili ad essere bacino di raccolta fondi da destinare ad azioni di compensazione ambientale. Siamo, infatti, consapevoli della presenza di aziende sul territorio prossimo al Parco e dell’importanza delle loro attività, ma pensiamo che le azioni di compensazione siano più efficaci se attuate sullo stesso territorio che subisce l’impatto di tali attività produttive, piuttosto che altrove”.

