Guerra Ucraina, colloquio Draghi-Putin, è allarme crisi alimentare mondiale - QdS

Guerra Ucraina, colloquio Draghi-Putin, è allarme crisi alimentare mondiale

web-iz

Guerra Ucraina, colloquio Draghi-Putin, è allarme crisi alimentare mondiale

web-iz |
mercoledì 30 Marzo 2022 - 12:32

La Russia continua i suoi pesanti bombardamenti in Ucraina. A breve un colloquio tra Draghi e Putin. Ma è allarme sulle ripercussioni del conflitto a livello mondiale.

Nonostante la promessa del rallentamento delle operazioni militari in Ucraina da parte della Russia – nei colloqui di ieri a Istanbul – ancora bombe e distruzione nella notte. Intanto Draghi si prepara al colloquio con Putin. E dall’Onu arriva l’allarme di una crisi alimentare mondiale.

I bombardamenti a Kiev

Nella regione di Kiev la scorsa notte le truppe russe hanno effettuato più di 30 bombardamenti contro complessi residenziali e infrastrutture sociali.

Lo ha riferito l’amministrazione militare regionale di Kiev su Telegram, citato da Unian. “L’esercito russo ha lanciato missili e bombe cercando di distruggere le infrastrutture e le aree residenziali in violazione del diritto umanitario internazionale. Gli occupanti russi continuano a terrorizzare la popolazione locale“, ha aggiunto l’amministrazione militare.

Il colloquio Draghi-Putin e la situazione a Mariupol

“Nelle prossime ore il premier Mario Draghi sentirà il presidente Putin”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a Berlino.

La città di Mariupol ha denunciato l’evacuazione forzata in Russia dell’intero reparto maternità di un ospedale di Mariupol, dove un’altra struttura analoga è stata bombardata il 9 marzo. Lo scrive il sindaco della città assediata su Telegram. “Più di 70 persone, donne e personale medico del reparto maternità numero due del distretto della riva sinistra di Mariupol sono stati presi con la forza dagli occupanti“, ha detto l’ufficio del sindaco.

Per la giornata di oggi sono stati concordati tre corridoi umanitari in Ucraina, tutti nel Sud del Paese.

Ancora bombe a Chernhiv

Chernhiv è stata colpita dagli attacchi russi per tutta la notte, nonostante l’annuncio di Mosca di ridurre le operazioni militari nella città. Lo denuncia il governatore Viacheslav Chaus su Telegram, secondo quanto riportano i media internazionali. “Ci crediamo alle promesse? Certo che no”, scrive Chaus, spiegando che le forze russe hanno condotto “attacchi sulla città di Nizhyn, inclusi attacchi aerei, e per tutta la notte hanno colpito Chernihiv”.

Sono continuati nella notte i raid russi nei dintorni della capitale ucraina Kiev, nonostante gli spiragli di negoziato emersi ieri a Istanbul e l’annuncio di Mosca della disponibilità ad una riduzione delle ostilità. Nuove esplosioni si sono sentite questa mattina vicino a Kiev.

Lo riferisce una corrispondente della Bbc, secondo la quale la giornata è iniziata con il suono delle sirene anti-aeree, seguito da forti esplosioni provenienti dai sobborghi della città che si sono sentiti anche nel centro della capitale. Anche un altro reporter britannico, sempre a Kiev, su Twitter parla di “molti colpi di artiglieria che rimbombano dai margini della città” udibili fino al centro, ma non è chiaro – aggiunge – se a sparare siano i russi o gli ucraini.

I profughi ucraini in Europa: il flusso si rallenta

Si registra un rallentamento del flusso dei profughi ucraini verso l’Europa: si è passati da 200mila a 40mila al giorno. In Italia, alla data di ieri, sono 75mila. Di questi 5.600 sono inseriti nei sistemi d’accoglienza Cas (5.300 persone) e Sai (299). Le domande di protezione sono state finora circa 750, un dato che “riflette la speranza ucraini di rientrare in Patria dopo il termine delle ostilità”.
Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in audizione al Comitato Schengen.

Tensioni tra Usa e Russia

E intanto non migliorano i rapporti tra Usa e Russia, con il dipartimento di Stato che diffonde un nuovo avviso agli americani, invitati a lasciare ‘immediatamente’ il Paese o a non recarvisi perchè potrebbero essere ‘trattenuti’ in ragione del conflitto in corso in Ucraina.

La Casa bianca esclude che un incontro tra i presidenti americano e russo Joe Biden e Vladimir Putin possa essere messo in agenda prima di una “significativa de-escalation militare” che di fatto ancora non si vede. Le sirene sono risuonate nella notte a Kiev e in altre città mentre sia l’esercito ucraino che il Pentagono ritengono che Mosca non abbia messo in atto alcun ritiro ma un “ingannevole” riposizionamento di truppe, con duemila soldati russi spostati in Ucraina dalla Georgia.

Zelensky parla di “segnali positivi” dai negoziati ma precisa che “non vediamo alcun motivo per fidarci delle parole di alcuni rappresentanti di uno Stato che continua a combattere per la nostra distruzione. Gli ucraini non sono persone ingenue”.

E nel 35/o giorno di guerra ribadisce che “non ci possono essere compromessi sulla nostra integrità territoriale”.

Allarme crisi alimentare mondiale

Scoppia intanto il nodo alimentare, con la Russia accusata dalla vice segretaria di Stato Usa Wendy Sherman in una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu di aver provocato una “crisi alimentare mondiale” e di far correre il rischio di una carestia in vari Paesi scatenando una guerra contro l’Ucraina, considerata il “granaio d’Europa”.

“I prezzi dei generi alimentari stanno già salendo alle stelle nei Paesi a basso e medio reddito poiché la Russia soffoca le esportazioni ucraine. In tutto il Medio Oriente e l’Africa, i prezzi già elevati delle materie prime di base, compreso il grano, sono aumentati tra il 20% e il 50% quest’anno”, ha proseguito, dicendosi “particolarmente preoccupata per paesi come Libano, Pakistan, Libia, Tunisia, Yemen e Marocco, che dipendono fortemente dalle importazioni ucraine per nutrire le loro popolazioni”.

Mosca respinge le accuse, considerando le parole della Sherman – lo afferma l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov – “parte della guerra dell’informazione di Washington contro la Russia”. La Sherman ribatte denunciando che i russi stanno bloccando 94 navi alimentari civili nella regione del Mar Nero e hanno bombardato tre navi che trasportano merci, soprattutto agricole, dai porti del Mar Nero in tutto il mondo. E la vicenda ucraina torna a pesare anche nella politica interna americana, con Donald Trump che ha chiesto a Putin di rivelare ogni informazione in suo possesso su eventuali irregolarità riguardanti il figlio di Biden, Hunter.

Tag:

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684