Roma, 14 lug. (askanews) – La commissione Agricoltura e sviluppo rurale ha adottato, con 37 voti favorevoli, 4 contrari e 8 astensioni, la propria posizione sulla proposta di aggiornamento delle norme UE in materia di produzione, etichettatura, certificazione e commercializzazione dei prodotti biologici. La commissione ha inoltre adottato, con 40 voti favorevoli, 8 contrari e 1 astensione, la decisione di avviare negoziati con il Consiglio dell’UE sulla forma definitiva della legislazione. Il testo sarà sottoposto al voto plenario il prima possibile. I colegislatori dell’UE cercheranno di raggiungere un accordo entro la fine del 2026, poiché le attuali norme sull’importazione di alimenti biologici scadranno il 31 dicembre 2026.
Secondo il testo adottato, il logo biologico UE può essere utilizzato per l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità di prodotti importati da paesi terzi solo se questi soddisfano standard equivalenti e sono conformi a ulteriori requisiti specifici di produzione e controllo. Il logo può essere utilizzato anche su prodotti trasformati all’interno dell’UE che contengono ingredienti biologici importati da paesi extra-UE, riconosciuti come equivalenti, solo se tali ingredienti rappresentano non più del 5% della componente agricola del prodotto.
Queste norme mirano a migliorare la fiducia dei consumatori negli alimenti biologici e a garantire una concorrenza leale tra operatori UE ed extra-UE.
I piccoli produttori che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori sono attualmente esentati dai requisiti di certificazione biologica se soddisfano determinati criteri basati su fatturato, volume di vendite e costi di certificazione. I recenti aumenti dei prezzi hanno spinto molti di questi produttori al di sopra della soglia di fatturato, con la conseguente perdita del diritto a tale esenzione per molti di essi. I deputati europei hanno concordato di aumentare il fatturato annuo da 20.000 a 25.000 euro e il volume di vendite da 5.000 kg a 10.000 kg annui, al fine di estendere la copertura dell’esenzione.
Le norme relative ai capannoni avicoli destinati all’ingrasso del pollame e all’accesso all’aria aperta durante il giorno saranno modificate al fine di ridurre i costi amministrativi e logistici.
La relatrice Camilla Laureti (S&D, IT), ha spiegato: “il mio obiettivo è fornire al settore un quadro normativo stabile che semplifichi, ove possibile, alcune norme, senza tuttavia stravolgerle dopo pochi anni di attuazione. Si tratta di un quadro che preservi la qualità e quindi la reputazione del settore, in Europa e nel mondo, nel rispetto dei consumatori”.

