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Commissione Covid, opposizioni contro FdI: illegittime audizioni esterne

Commissione Covid, opposizioni contro FdI: illegittime audizioni esterne

Cittadini interrogati in uffici di polizia, minoranze lasciano lavori. La replica: hanno paura

Roma, 8 giu. (askanews) – A prima vista potrebbe sembrare materia d’interesse storico, ma la pandemia di Covid 19 e le modalità della sua gestione tornano d’attualità con una anticipazione del clima della prossima campagna elettorale. Un durissimo scontro fra la maggioranza, in particolare Fratelli d’Italia, e i gruppi di opposizione, si apre sulla gestione della commissione parlamentare d’inchiesta sul tema. Oggetto del contendere: la delega assegnata dal presidente della commissione Marco Lisei (FdI) ad alcuni consulenti a raccogliere testimonianze di cittadini, convocati a tal fine presso un commissariato di polizia.

Le opposizioni (Pd, M5S, AVS e Iv) abbandonano i lavori, contestano la legittimità di questa procedura, sostenendo che l’attività d’inchiesta parlamentare non possa essere delegata a soggetti esterni, ragione per cui, si legge in una nota congiunta delle minoranze, “le attività svolte risultano nulle e illegittime”. Per i commissari di FdI si tratta di “un grottesco autogol”, perché “tutte le attività disposte erano state condivise senza obiezioni in ufficio di presidenza”.

Si fa notare, in giornata, a proposito della coincidenza con il periodo pre-elettorale, la quasi contemporanea decisione delle medesime opposizioni parlamentari di lasciare la commissione Lavoro della Camera impegnata nell’esame degli emendamenti al Dl lavoro e in particolare di quelli sui contratti sindacali e il “salario giusto” calcolato attraverso lo strumento del Trattamento economico complessivo. Quasi una controprova del clima che si avvia, specie se passerà la riforma elettorale proposta dal centrodestra, a una accelerazione in direzione delle urne.

Prendendo la parola in commissione Covid prima che i rappresentanti delle opposizioni lasciassero i lavori, il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, avverte: “Qui non stiamo discutendo di un errore amministrativo. Qui stiamo discutendo del fatto che prerogative attribuite dal Parlamento a una commissione parlamentare sono state esercitate da soggetti estranei alla commissione stessa, nel senso che non sono parlamentari, attraverso deleghe che, se confermate, rappresenterebbero una lesione gravissima alle prerogative parlamentari. E su queste ‘deleghe’ non c’è stato alcun voto dell’ufficio di presidenza della commissione. Le commissioni d’inchiesta sono nate per accertare i fatti e le responsabilità, non per costruire processi politici postumi, per riscrivere la storia o per trasformare il dolore di una tragedia nazionale in un’arma contro gli avversari politici”, dice ancora Boccia che peraltro ricorda il rifiuto opposto a inizio legislatura dalla maggioranza a includere, nei compiti della commissione, accertamenti anche sul ruolo svolto dalle regioni nella gestione della pandemia.

Durissimo Alfonso Colucci del M5S, che lasciando palazzo san Macuto dove era riunita la commissione, accusa: “È evidente che Fratelli d’Italia sta ormai piegando questa commissione per finalità diverse da quelle che la Costituzione le assegna. Sono finalità politiche, si sta tentando maldestramente di costruire una accusa politica nei confronti delle persone del governo che sostenne il periodo difficilissimo della pandemia in Italia”. Per l’esponente stellato è “il peggiore insulto ai morti, ai malati di Covid, a quanti in quel periodo, parlo di medici, parlo di infermieri, parlo di organi dello Stato, parlo dei cittadini comuni, in quel momento hanno posto in essere un’azione comune affinché l’Italia, che voglio ricordare è stata la prima in Occidente ad essere attaccata dal virus, potesse uscire con risultati migliori rispetto a quelli di tanti altri paesi occidentali”.

Oltre alle dimissioni di Lisei, la nota dei gruppi di centrosinistra intima ai presidenti di Camera e Senato di riportare le attività dell’organismo parlamentare “all’interno dei binari della legalità e della Costituzione”. “Fra le cose che potrebbero emergere cosa li spaventa, tanto da gridare all’illegittimità del procedimento che loro stessi avevano votato?”, si chiede in una nota il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. E da FdI fanno sapere che un imprenditore in audizione ha parlato di fatture per consulenze su documentazione e recupero crediti liquidate a due avvocati a loro dire legati allo studio di Guido Alpa, il giurista col quale l’ex premier e leader M5S Giuseppe Conte aveva collaborato per una parte della sua carriera da avvocato.

Quella delle opposizioni è una “protesta surreale”, commenta dal canto suo il presidente dei deputati di FdI, Galeazzo Bignami, secondo il quale le opposizioni “hanno chiesto le dimissioni del presidente e lo scioglimento della commissione per aver dato attuazione ad una decisione voluta anche da loro”. “Fatto mai avvenuto, perché in ufficio di presidenza non si è mai tenuto un voto sulla delega a soggetti esterni”, è la replica contenuta nella nota delle opposizioni. Replica che con ogni probabilità non chiude la vicenda destinata a rimanere a lungo uno dei temi centrali dello scontro politico fra i due schieramenti.