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Conca d’Oro, riapertura a due velocità: cosa rischiano i lavoratori delle attività colpite

Conca d’Oro, riapertura a due velocità: cosa rischiano i lavoratori delle attività colpite

Il segretario generale Filcams Palermo Giuseppe Aiello al QdS: “Apprezziamo che sia una multinazionale a eseguire le opere ma serve anche la verifica pubblica”

Ambienti salubri, anche per i clienti, e garanzie occupazionali per i lavoratori in attesa della riapertura. Queste le richieste dei sindacati a Palermo dopo l’incendio che l’1 settembre ha colpito il centro commerciale Conca d’Oro costringendo l’intera struttura alla chiusura.

Azione che però mette in allarme le parti sociali che chiedono anche tempi certi per la riapertura e interventi con gli ammortizzatori sociali soprattutto per i dipendenti delle piccole e medie imprese colpite direttamente dal rogo, le più penalizzate perché riapriranno (verosimilmente) dopo le altre. Ci sarà dunque una riaperture a due velocità. Ma devono ancora essere fatti i primi passi.

Filcams, Fisascat e Uiltucs, inoltre invocano l’intervento di Arpa Sicilia, ossia dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, per avere il “conforto” di un ente pubblico a supporto dell’operato della multinazionale che effettuerà la bonifica. Lo hanno fatto già venerdì scorso quando c’è stato il primo tavolo di confronto.

Giuseppe Aiello, segretario generale della Filcams Palermo, raggiunto dal QdS, fa il punto della situazione in vista anche di un possibile tavolo istituzionale convocato per l’11 settembre. Già in quella data dovrebbero esserci le prime risposte.

Conca d’Oro, riapertura a due velocità: cosa rischiano i lavoratori delle attività colpite
Giuseppe Aiello, segretario generale della Filcams Palermo

“Abbiamo chiesto celerità di intervento per la questione lavoro – racconta – soprattutto sugli ammortizzatori sociali nel commercio, gli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa nazionale (il Fondo integrazione salariale Fis, ndr) per buona parte dei lavoratori. Purtroppo questi ammortizzatori sono stati indeboliti per cui sono molto brevi: i lavoratori di aziende da uno a cinque dipendenti ne hanno diritto per sole 13 settimane, quelli per le aziende da 5 a 15 fino a sei mesi. La speranza, quindi è che la questione si risolva quanto più velocemente possibile. Ho personalmente chiesto se ci sarà una deroga straordinaria con l’intervento della Regione o del ministero perché i tempi – ahinoi – potrebbero sforare. Le aziende maggiormente colpite dell’incendio certamente non apriranno tra un mese”.

Sicurezza e ambienti salubri

L’altra questione fondamentale portata avanti dai sindacati riguarda la sicurezza sul posto di lavoro in ambienti salubri. “I lavoratori – prosegue Aiello – devono operare in sicurezza. Per questo abbiamo richiesto l’intervento dell’Arpa. Apprezziamo molto il fatto che la bonifica sia stata affidata a una multinazionale statunitense specializzata. Ma riteniamo che ci sia bisogno anche di accertamenti da parte di un ente pubblico. Grazie ai mezzi a loro disposizione, infatti, si possono avere analisi più approfondite e togliere ogni ragionevole dubbio sulla eventuale presenza di residui di sostanze, polveri o residui, derivanti dalla combustione e rendere necessari specifici accertamenti sulle condizioni ambientali degli spazi interessati e sui sistemi di aerazione”.

E spiega: “La preoccupazione, in questo caso, sta nel fatto che non sappiamo se l’impianto di areazione del Conca d’Oro sia centralizzato oppure ogni locale sia indipendente. O ancora se sia possibile, in caso contrario, di separare l’impianto in vari locali con pannelli o altro. È fondamentale però sapere che quegli ambienti non abbiamo residui in modo tale che i lavoratori e i clienti siano in un ambiente salubre”.

Tempi certi sulla riapertura

L’altro nodo è, come anticipato, sui tempi certi per la riapertura. Il 70% del centro commerciale non è stato intaccato dal rogo. “Ci hanno detto che in quella zona sarà possibile riaprire entro fine mese. Ce lo auguriamo – osserva Aiello – per tutto quello che abbiamo detto. Ma le aziende colpite dovranno certamente aspettare di più: non sappiamo quanto. Li l’aria è ancora irrespirabile ma è normale visto la proporzione del rogo. Sarà fondamentale iniziare con la bonifica e i rilievi Arpa e poi si potrà proseguire con tutto il resto. Venerdì (11 settembre, ndr) potremmo avere già alcune risposte in merito nella speranza che l’Arpa venga convocata al tavolo tecnico istituzionale. Ma serve certamente velocità d’azione”.

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