Roma, 12 ott. (askanews) – Risorse insufficienti per pesca e acquacoltura nel prossimo bilancio europeo e necessità di ampliare l’accesso ai fondi Ue, a partire da quelli destinati alla competitività. È la posizione di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, che esprime preoccupazione per la proposta della presidenza di turno irlandese del Consiglio Ue sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
“La dotazione, nonostante l’aumento di risorse previsto dalla proposta irlandese rispetto alla prima cifra messa sul tavolo dalla Commissione Ue a luglio del 2025, è ancora inadeguata rispetto alle esigenze reali delle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Le sfide che abbiamo davanti, dall’ammodernamento del settore alla capacità di affrontare le emergenze future, richiedono uno sforzo finanziario maggiore rispetto a quello attualmente previsto”, dichiara Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, condividendo le preoccupazioni espresse dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
“Delle quattro grandi aree in cui sono articolate le risorse del Quadro finanziario pluriennale europeo, la pesca trova spazio oggi in una sola. Una collocazione che non è sufficiente. Chiediamo di rafforzare le risorse destinate alla pesca e all’acquacoltura e di garantire alle imprese del settore un accesso strutturato anche ai fondi europei per la competitività, l’innovazione e gli investimenti strategici”, conclude Tiozzo.
“Innovazione tecnologica, transizione ecologica, decarbonizzazione della flotta e resilienza economica non sono sfide che riguardano soltanto il nostro settore, ma pilastri della competitività dell’intera Unione europea. Per accompagnare le imprese in questi processi e assicurare un futuro sostenibile e innovativo al comparto servono risorse adeguate e strumenti finanziari accessibili”, sottolinea l’associazione che rinnova quindi l’appello alle istituzioni italiane ed europee affinché, nei prossimi passaggi negoziali, la proposta venga rivista al rialzo, prevedendo maggiori risorse e una più ampia flessibilità nell’accesso ai fondi europei per la pesca e l’acquacoltura.

