Milano, 7 ago. (askanews) – La vendemmia 2026 entra nel vivo in Maremma Toscana confermando quanto già previsto nelle scorse settimane: la raccolta procede con un anticipo che ormai si attesta intorno ai quindici giorni rispetto alla media, conseguenza di un’annata caratterizzata da un inverno e una primavera favorevoli allo sviluppo della vite e da un’estate dominata da temperature elevate. Le prime raccolte delle varietà bianche precoci e delle basi spumante sono già iniziate, mentre nelle prossime settimane l’anticipo potrebbe interessare anche alcune varietà a bacca rossa, a partire dal Ciliegiolo, per il quale in diverse aziende si sta valutando di anticipare l’ingresso in cantina.
Nonostante il caldo persistente, il quadro qualitativo resta molto positivo. Le uve si presentano sane, con uno stato ottimale, risultato anche delle piogge che tra inverno e primavera hanno ricostituito le riserve idriche dei terreni e dell’assenza di particolari criticità fitosanitarie. Salvo piogge di una certa consistenza nelle prossime settimane, si può prevedere una vendemmia di dimensioni inferiore rispetto alla media per lo scarso peso dei grappoli.
L’attenzione è ora concentrata appunto sulla gestione dello stress idrico, soprattutto nei vigneti situati nelle aree con meno disponibilità di acqua e nei terreni più sciolti, dove le elevate temperature e la loro persistenza potrebbero incidere sull’evoluzione della maturazione. Le aziende stanno affrontando questa fase con interventi mirati, calibrando i carichi produttivi e ricorrendo a pratiche agronomiche sempre più efficaci, come la gestione della chioma e l’ombreggiamento dei grappoli, per proteggerli dall’eccesso di calore.
“L’anticipo della vendemmia è ormai una realtà e, almeno nell’immediato, le previsioni meteo non indicano un cambiamento significativo delle condizioni climatiche” commenta il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei, spiegando che “i produttori stanno affrontando questa annata con competenza e grande capacità di adattamento, adottando tutte le migliori pratiche agronomiche per preservare l’equilibrio della pianta e la qualità delle uve. Dalla gestione dei carichi produttivi fino all’ombreggiamento dei grappoli, ogni intervento è finalizzato a mitigare gli effetti delle alte temperature. Le uve sono estremamente sane e le prospettive qualitative sono molto incoraggianti”.
“Nelle aree collinari dove la disponibilità idrica è più limitata, si sta monitorando con attenzione lo stress delle viti e, proprio per questo, in diversi casi si sta valutando di anticipare la raccolta anche del Sangiovese” prosegue Mazzei, concludendo che “oggi possiamo dire che la Maremma Toscana sta dimostrando una crescente capacità di convivere con un clima che cambia, grazie all’esperienza dei viticoltori e a una gestione sempre più evoluta dei vigneti”.

