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Consorzio Doc Delle Venezie: vendemmia con rese ridotte a 160 q.

Consorzio Doc Delle Venezie: vendemmia con rese ridotte a 160 q.

Pinot Grigio sano, maturazione anticipata e stoccaggio oltre 130

Milano, 17 ago. (askanews) – Ha preso avvio la vendemmia del Pinot Grigio Doc Delle Venezie, con tempistiche differenziate tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Le alte temperature registrate durante la stagione hanno accelerato la maturazione in diversi territori della più estesa Doc italiana, mentre lo stato sanitario delle uve si mantiene complessivamente buono e le prospettive qualitative sono positive.

Il quadro cambia anche sensibilmente all’interno di una Denominazione che si estende su circa 27mila ettari vitati. Disponibilità idrica, andamento meteorologico, caratteristiche pedoclimatiche e gestione agronomica hanno prodotto situazioni diverse tra i territori e, in alcuni casi, anche tra vigneti vicini. La primavera è stata generalmente calda, seguita da un’estate con temperature elevate e fenomeni temporaleschi localizzati.

“Ci avviciniamo a questa vendemmia con indicazioni complessivamente positive dal punto di vista sanitario e qualitativo, pur nella consapevolezza che parlare della Doc Delle Venezie significa raccontare territori e condizioni produttive differenziate in un areale molto ampio” ha dichiarato il presidente del Consorzio Doc Delle Venezie, Luca Rigotti, sottolineando che “il momento della raccolta viene individuato nelle singole zone di produzione, ricercando il miglior equilibrio possibile per esprimere le caratteristiche del nostro Pinot Grigio”.

Nel Veneto occidentale Alberto Marchisio, presidente della sezione territoriale di Assoenologi, indica uno stato sanitario generalmente buono dopo una stagione calda e poco piovosa, accompagnata da alcuni temporali localizzati. La carenza idrica ha inciso soprattutto sui terreni sciolti e nei vigneti non irrigui, dove le alte temperature hanno accelerato la maturazione e l’accumulo degli zuccheri. Nei vigneti che hanno conservato un migliore equilibrio vegeto-produttivo le condizioni risultano più favorevoli. L’anticipo è apparso particolarmente evidente negli ambienti più caldi e precoci, rendendo decisivo il controllo di acidità, pH e maturità aromatica per stabilire i tempi di raccolta.

In Trentino il presidente provinciale di Assoenologi Furio Battelini descrive un ciclo vegetativo particolarmente rapido. Dopo un inverno piuttosto siccitoso, il clima mite ha favorito un germogliamento anticipato senza danni da gelate tardive. Le precipitazioni successive hanno accompagnato lo sviluppo della vite e consentito una gestione efficace della difesa fitosanitaria. Già alla fine di luglio era evidente un marcato anticipo della maturazione, ulteriormente favorito dalle alte temperature dei primi giorni di agosto, con un buon equilibrio tra zuccheri e acidi.

Uno sviluppo vegetativo regolare ha caratterizzato invece il Veneto centro-orientale, dove il germogliamento anticipato è stato seguito da una primavera sufficientemente piovosa e da un’incidenza molto contenuta delle malattie. Michele Zanardo, presidente della sezione locale di Assoenologi, rileva che la possibilità di ricorrere all’irrigazione di soccorso ha aiutato le piante ad affrontare le alte temperature senza particolari sofferenze.

In Friuli Venezia Giulia Matteo Lovo, presidente regionale di Assoenologi, individua nella disponibilità idrica una delle principali variabili della campagna 2026. Dove i vigneti hanno mantenuto un buon equilibrio vegeto-produttivo, i primi dati analitici hanno mostrato condizioni favorevoli. Le temperature elevate possono determinare valori di acidità leggermente inferiori alla media, senza modificare il quadro complessivamente positivo per il Pinot Grigio.

Sul fronte quantitativo non è ancora disponibile una previsione definitiva dei volumi della vendemmia 2026. L’ampiezza della Denominazione e le differenti condizioni riscontrate nei singoli territori non consentono al momento una stima complessiva sufficientemente precisa.

Alla raccolta si affianca una strategia di governo dell’offerta più restrittiva. Per la campagna 2026 la resa massima del Pinot Grigio destinato alla Doc Delle Venezie scende da 180 a 160 quintali di uva per ettaro attraverso i provvedimenti adottati dalle amministrazioni competenti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento.

Per i vigneti a regime la quota liberamente disponibile è fissata a 130 quintali per ettaro. Lo stoccaggio amministrativo interessa la produzione eccedente questa soglia e compresa entro la resa massima di 160 quintali per ettaro, con l’obiettivo di regolare la disponibilità di prodotto in rapporto alle dinamiche della domanda.

“Alla qualità dobbiamo affiancare una gestione sempre più attenta e responsabile dell’offerta” ha spiegato Rigotti, precisando che “le misure adottate per questa campagna, insieme agli strumenti di governo del potenziale produttivo, rispondono alla necessità di accompagnare la produzione alle effettive dinamiche della domanda e di tutelare nel tempo il valore della Denominazione e l’equilibrio dell’intera filiera”.

Il controllo del potenziale produttivo proseguirà fino alla campagna 2027/2028. Per le campagne 2026/2027 e 2027/2028 i provvedimenti adottati nei tre territori prorogano la sospensione temporanea dell’iscrizione allo schedario viticolo, ai fini dell’idoneità alla rivendicazione della Doc Pinot Grigio Delle Venezie, delle superfici di Pinot Grigio piantate o innestate dopo il 31 luglio 2021. La misura prosegue il percorso avviato nelle campagne precedenti insieme con la riduzione delle rese e lo stoccaggio, strumenti utilizzati dal Consorzio per contenere il potenziale produttivo e mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta.

La Denominazione conta una filiera formata da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. La produzione si aggira su circa 230 milioni di bottiglie e rappresenta l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale.