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Consorzio Toscana Igt presenta a Vinitaly la svolta del Disciplinare

Denominazione produce 91 mln di bottiglie per un valore di 458 mln

Milano, 14 apr. (askanews) – La “Toscana IGT” adotta una Denominazione unica e apre alla produzione di spumanti. È la modifica del Disciplinare presentata il 14 aprile dal Consorzio Vino Toscana a Vinitaly 2026, nello spazio della Regione. Il nuovo assetto unifica il nome della IG, finora indicata come “Toscano o Toscana”, e introduce ufficialmente la tipologia spumante, sia con Metodo Charmat sia con Metodo Classico.

Per il Consorzio si tratta di un passaggio strategico per una Denominazione che copre l’intero territorio regionale e che, secondo i dati diffusi a Verona, esprime una produzione media di circa 91 milioni di bottiglie e un valore superiore a 458 milioni di euro. La revisione punta a rafforzare la riconoscibilità del prodotto e a intercettare un mercato che chiede sempre più differenziazione. Accanto all’ingresso degli spumanti restano confermate le tipologie già previste dal Disciplinare: Bianco, Rosato e Rosso, Frizzante nelle tre versioni Bianco, Rosato e Rosso, oltre a Passito e Vendemmia Tardiva. L’intervento normativo agisce dunque su due fronti precisi, la semplificazione della denominazione e l’ampliamento della gamma.

Il messaggio scelto per accompagnare il cambiamento, “Il mio nome è Toscana”, sintetizza la direzione della riforma: ridurre il peso del tecnicismo e rendere immediato il richiamo al territorio. Nelle intenzioni del Consorzio, la nuova formulazione deve rafforzare l’associazione fra il vino e l’identità complessiva della regione, non solo produttiva ma anche ambientale, culturale e storica.

Alla presentazione sono intervenuti Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale della Toscana, Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana, e il direttore Stefano Campatelli. Saccardi ha ricondotto il risultato a un percorso iniziato nel 2024 con l’approvazione della Giunta regionale toscana e arrivato ora alla ratifica del Comitato nazionale vini del Masaf. “Il Consorzio rappresenta oggi una realtà in forte crescita, passata da 40 soci all’avvio del rinnovamento guidato dal presidente Cecchi ai 450 soci che raggiungono il numero di oltre 1.700 considerando i viticoltori afferenti alle cooperative” ha dichiarato, sottolineando che “si tratta di un progetto strategico che crea valore sul prodotto e nuove prospettive di mercato. Ma ha anche un valore sociale che riconosce ai viticoltori un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e delle comunità”.

Il peso della Denominazione emerge anche dai numeri di mercato. La quota export è pari al 69%, cioè 62,8 milioni di bottiglie, mentre il mercato italiano assorbe il 31%, pari a 28,2 milioni. Fra i mercati esteri prevale l’Europa con il 46%, seguita dagli Stati Uniti con il 33% e dall’Asia con il 6%. All’interno del sistema regionale, la “Toscana IGT” è indicata come la prima denominazione per volumi di imbottigliamento, con una quota del 36,27%.

“Siamo l’unico Consorzio che rappresenta l’intero territorio regionale” ha ricordato Cecchi, precisando che “le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione dei consumi e rafforzano l’identità della ‘Toscana IGT’, aprendo nuove opportunità di sviluppo”. Il presidente ha insistito soprattutto sulla nuova tipologia spumante, che – ha spiegato – nasce da un’esigenza concreta dei produttori e intercetta un comparto che in Toscana fino a pochi decenni fa appariva marginale.

“Queste due modifiche al Disciplinare non sono solo tecniche, ma rappresentano una opportunità di accrescimento del valore del comparto vino della Toscana”, ha affermato Campatelli, richiamando poi il lavoro del Consorzio sulla tutela del nome geografico “Toscana”, attraverso attività di monitoraggio, difesa legale e controllo del rispetto del Disciplinare. In questo quadro rientra anche la registrazione in classe 33, indicata come strumento utile per contrastare usi impropri e contraffazioni.

Con 58 Denominazioni di Origine, la Toscana rappresenta circa l’11% delle DO italiane secondo i dati Federdoc richiamati durante l’incontro. In questo quadro la revisione del Disciplinare della “Toscana IGT” segna un passaggio che unisce semplificazione del nome, ampliamento dell’offerta e rafforzamento della tutela.