Milano, 15 lug. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana esclude che la riduzione delle rese produttive possa essere uno strumento utile in questa fase di mercato per la Doc Maremma Toscana e chiede invece interventi strutturali sul potenziale viticolo. La posizione è stata assunta dal Cda, che considera inefficaci misure generalizzate e rivendica la necessità di partire dai dati reali del territorio. “In Maremma Toscana le rese effettive di uva per ettaro sono già molto inferiori ai limiti previsti dal Disciplinare e una loro riduzione, anche significativa sulla carta, non produrrebbe alcun beneficio concreto nella gestione del mercato” ha affermato il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei, ricordando che “ogni territorio ha caratteristiche produttive profondamente diverse e le decisioni devono partire dall’analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti”. La presa di posizione arriva mentre diverse Denominazioni italiane stanno valutando o adottando tagli alle rese per contenere l’offerta.
“Oggi abbiamo bisogno di strumenti che affrontino le criticità in modo strutturale, intervenendo sul potenziale produttivo e accompagnando l’evoluzione della domanda internazionale” ha spiegato Mazzei, aggiungendo che “dobbiamo programmare il futuro della Denominazione con una visione di lungo periodo, tenendo conto anche dei cambiamenti nei consumi, che vedono una crescente richiesta di vini bianchi rispetto ai rossi. Servono scelte coraggiose, basate sull’efficacia e non su misure simboliche”.
“Per questo motivo riteniamo che sia indispensabile bloccare l’automatismo dell’aumento indistinto dell’1% annuo della superficie vitata concessa mediante le autorizzazioni all’impianto, che ha portato l’Italia a essere l’unico tra i grandi Paesi produttori europei ad aumentare negli ultimi anni il proprio potenziale viticolo” ha dichiarato Mazzei, rimarcando che “possiamo farlo intanto per un anno, meglio sarebbe per due”.
Infinem secondo il presidente dell’ente consortile, “è necessario anche un intervento diretto sul potenziale viticolo che preveda estirpazioni mirate e indirizzate verso le aree meno vocate effettuate però senza intaccare le risorse destinate alla promozione, agli investimenti e all’innovazione, in modo da riequilibrare l’offerta”.
Dopo anni di crescita, la Maremma Toscana registra un rallentamento in linea con il resto delle Denominazioni toscane. A pesare sono soprattutto le difficoltà sui mercati di Usa e Regno Unito, mentre tengono Germania, Svizzera e Nord Europa. La produzione si attesta a quasi 7,5 milioni di bottiglie e il Vermentino si conferma la prima tipologia con circa 2,4 milioni di bottiglie, pari a quasi il 32% del totale Doc. In un’area tradizionalmente orientata ai rossi, i vini bianchi rappresentano oltre il 43% dell’imbottigliato. Il Ciliegiolo supera le 530mila bottiglie e si consolida come terza tipologia dopo Vermentino e Rosso, mentre continua la crescita dell’Ansonica, che supera le 100mila bottiglie.

