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Consumi, tra ghiaccio alimentare e pet la spesa degli italiani cambia forma

Il quadro tracciato da NielsenIQ in occasione della assemblea Ibc

Milano, 29 apr. (askanews) – Il ghiaccio alimentare, quello usato per preparare l’aperitivo in casa, è tra i prodotti più venduti nel largo consumo in Italia negli ultimi mesi, con una crescita del 20% a valore e a volume (NielsenIQ). Allo stesso tempo, nel 2025 i negozi specializzati per animali hanno raggiunto la quota più alta tra i canali di vendita, con il 24,5%. Due segnali apparentemente lontani, ma entrambi indicativi di un cambiamento in atto nelle abitudini di spesa degli italiani: l’incertezza economica e le trasformazioni demografiche stanno, infatti, ridefinendo anche il carrello.

In occasione dell’assemblea pubblica di Ibc, NielsenIQ ha tratteggiato un quadro dell’evoluzione del largo consumo partendo da un dato: finora il comparto ha mostrato una certa resilienza, sostenuta dalla capacità di adattamento dei consumatori. Le vendite total store a marzo sono cresciute del 2,8%, con il fresco che continua a trainare la dinamica. Nel breve termine i consumi restano stabili (+1% a volume a marzo 2026 su base annua), ma il quadro rimane incerto anche per il peggioramento del clima di fiducia, sceso a 92,5 rispetto al 97,5 di inizio anno.

Non ci sono ancora evidenze sugli effetti del conflitto in Medio Oriente sui consumi, ma, come ha osservato l’amministratore delegato di NielsenIQ Italia, Enzo Frasi, “la Pasqua like for like è risultata flat”, con volumi e valore sostanzialmente fermi. In questo contesto, ha aggiunto, “non è ancora visibile l’impatto dell’inflazione, mentre emergono chiaramente le dinamiche tra i canali, con discount e drug che recuperano terreno nei primi mesi del 2026”.

La risposta che arriva dai consumatori all’incertezza del momento è una progressiva frammentazione della spesa: nell’ultimo anno la frequenza degli acquisti è aumentata del 9%, arrivando al 14% tra le famiglie più giovani. Una tendenza diffusa su tutti i canali che alimenta quella che viene definita la “rivoluzione dello shopping ovunque”, in cui i consumatori scelgono in base a disponibilità, convenienza e semplicità. Ne risente la fedeltà, in calo del 5,7% verso le insegne e del 4,2% verso i brand.

A incidere su queste dinamiche non è però solo il contesto economico. Come ha sottolineato ancora Frasi, il cambiamento è anche demografico: da qui al 2050 la popolazione italiana sarà più anziana e caratterizzata da un numero crescente di nuclei unipersonali. Già oggi un terzo della spesa è effettuato da famiglie over 55 senza figli. Un’evoluzione che comporta un calo dei volumi acquistati e una crescente polarizzazione della domanda.

È in questo quadro che i dati iniziali trovano una spiegazione più chiara: con il calo delle nascite e l’aumento delle famiglie senza figli, cresce il peso degli animali domestici nelle scelte di consumo, così come cambiano i canali di acquisto. Allo stesso tempo, il consumo diventa sempre più ibrido, tra dentro e fuori casa, ridefinendo le occasioni di consumo. Così l’aperitivo si sposta tra le mura domestiche, sostenendo vendite di prodotti come il ghiaccio alimentare, ma anche birre analcoliche e bevande mixate, entrambe in crescita del 10% a volume.

E nel futuro? Di sicuro il retail dovrà tenere conto sia di questi cambiamenti nei comportamenti sia delle opportunità offerte dalla tecnologia. Oggi l’e-commerce nel largo consumo vale circa il 6% in Italia, ancora lontano da mercati più maturi come il Regno Unito dove oggi val eil 20%. Un ambito destinato a crescere, anche grazie all’evoluzione degli strumenti digitali: secondo NielsenIQ, quattro consumatori su dieci si dichiarano interessati all’utilizzo di assistenti basati su intelligenza artificiale per fare la spesa. Per cui “il futuro del carrello della spesa passerà anche da qui”.