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Conte chiede programma e regole per primarie: “Così saranno unitarie”

Conte chiede programma e regole per primarie: “Così saranno unitarie”

Il ‘patto di sindacato’ del campo largo alla presentazione del suo libro

Roma, 15 apr. (askanews) – C’è un bel pezzo di ‘campo largo’ alla presentazione del libro di Giuseppe Conte, tutto il ‘patto di sindacato’ della coalizione che ormai l’ex premier non mette più in discussione. Davanti Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni il leader del Movimento usa toni da ‘federatore’, ribadisce che le primarie vanno fatte per “rispondere alla domanda di partecipazione” e che proprio per evitare che diventino laceranti è necessario partire dal “programma” e dalle “regole”, per far sì che gli elettori delle varie forze del centrosinistra si riconoscano nel vincitore, chiunque egli – o ella – sia.

Ad ascoltarlo ci sono diversi suoi ex ministri e esponenti di governo: Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, Carlo Fraccaro, Francesco Boccia, Alfonso Bonafede, Stefano Buffagni, Lorenzo Guerini. Ci sono anche, ovviamente, tanti esponenti M5s, da Roberto Fico a Pasquale Tridico, passando per Vittoria Baldino e Mariolina Castellone.In prima fila è seduto anche Alessandro Onorato, uno dei tanti ‘operai’ del ‘cantiere’ moderato. Assenti, invece, Iv e Più Europa.

Conte, anche oggi, non segue la Schlein che ha offerto solidarietà a Giorgia Meloni per gli attacchi di Donald Trump. Il leader M5s affonda il colpo, “Giorgia Meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua politica estera”, accusa la premier di praticare un “sovranismo domenicale”, perché a suo giudizio per la premier “l’affinità ideologica (con Donald Trump, ndr) viene prima dell’interesse nazionale”. Nega di essere stato a sua volta “tiepido” nei confronti del presidente Usa (“Sono tre anni e mezzo che denuncio tutte le violazioni del diritto internazionale”) e assicura: “La filosofia Maga non mi è mai appartenuta, semmai l’ho declinata come ‘Miga’, Make Italy great again”.

Poi, inevitabili, arrivano le domande sul centrosinistra e sulle primarie. Prima sembra minimizzare: “Non l’avessi mai detto, da quando l’ho detto ogni giorno mi chiedete delle primarie. E’una tradizione più del Pd, noi del Movimento 5 stelle non le facciamo in questi termini”. Ma poi ribadisce che possono “essere una possibilità per dare uno sfogo a questa grande voglia di partecipazione dei giovani”.

Però “dobbiamo costruire un progetto condiviso. E non stiamo partendo da zero”. Il lavoro è già avviato, ricorda “tutti i punti condiviso giorno dopo giorno. Non è che abbiamo pettinato le bambole in questa legislatura. C’è già una base di programma, che adesso dobbiamo completare e definire in modo più compiuto”. Il rischio di una divisione andando alla conta delle primarie esiste, per questo “dobbiamo costruire delle regole per consentire ai nostri rispettivi elettorati di potersi sentire pienamente protagonisti di questo progetto”.

Le primarie, ammette, possono essere un momento di divisione e proprio per questo è fondamentale partire da “regole” e “programma” per fare in modo che al termine della competizione non ci siano “più personalismi divisivi. Il percorso per arrivarci ci consentirà di poter definire un progetto che rimarrà unitario, a dispetto di qualsiasi interprete che possa prevalere nelle primarie”. Non ha senso, ha poi aggiunto, la discussione sulle “primarie aperte” perché “le primarie chiuse sono una contraddizione in termini”.

Del resto, ha aggiunto, “il fatto che oggi si parli di forze progressiste significa già qualcosa, è un dato politico. Significa che c’è ad esempio una grande sensibilità sulla giustizia sociale”, così come sulle “politiche del lavoro” e via dicendo.

Nega di avere l’”ossessione” di tornare a palazzo Chigi, racconta che fare il presidente del Consiglio è “una vita stressantissima, un logoramento continuo”. Ma, aggiunge, lui è il leader di un Movimento, “se scegli questa strada di impegno che trascende l’interesse personale, ti metti a disposizione della comunità”, una “comunità” che va rappresentata anche alle primarie: “Potrei essere io, potrebbe essere un altro a rappresentare il Movimento… Io sono a disposizione di questa comunità. Ovviamente con gli altri leader del centrosinistra ci metteremo a lavorare tutti per il progetto che non può che essere unitario”.