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Contrasto alla contraffazione a Misterbianco, sequestrati 4.400 capi d’abbigliamento

Contrasto alla contraffazione a Misterbianco, sequestrati 4.400 capi d’abbigliamento
Guardia di Finanza

Il titolare della ditta è stato deferito alla autorità giudiziaria per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione

Nuova operazione di contrasto alla contraffazione della guardia di finanza di Catania. I militari del comando provinciale, infatti, hanno scoperto e sequestrato circa 4.400 prodotti, tra cui magliette, abiti, giubbotti e in genere capi d’abbigliamento di griffe sportive e di lusso, destinati anche destinati a bambini, in un’azienda di Misterbianco.

Deferito il titolare della ditta

Il titolare della ditta individuale, invece, è stato deferito alla locale autorità giudiziaria per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Finta beneficenza in via Etnea, scoperte carte d’identità con microchip contraffatti

Nei giorni scorsi, la polizia municipale ha scoperto a Catania due persone che chiedevano denaro per una falsa raccolta fondi cercando di farsi consegnare dei soldi da due quindicenni destinati a bambini affetti da gravi patologie.

Vicino villa Bellini, in via Etnea gli agenti hanno sorpreso la coppia intenta a inscenare la falsa iniziativa benefica. Nel corso degli accertamenti negli uffici della polizia municipale, è emerso un particolare sul documento esibito da uno degli indagati. La carta d’identità elettronica risultava infatti priva del microchip con i dati biometrici, che sarebbe stato rimosso volontariamente. Per questa ragione è scattata anche una denuncia per falsità materiale.

Gli agenti hanno inoltre trovato nella disponibilità dell’uomo una carta di credito intestata a un’altra persona. Sulla tessera ulteriori verifiche per chiarirne l’origine e capire come sia entrata in possesso dell’indagato.

La polizia municipale ha poi richiamato l’attenzione su una modalità di falsificazione che, secondo gli investigatori, si starebbe diffondendo in diverse parti d’Italia. Il microchip viene recuperato da un documento autentico e trasferito su una carta d’identità contraffatta consentendo al falso documento di superare alcuni controlli elettronici.

Il sistema può essere sfruttato per assumere un’identità diversa da quella reale e per compiere operazioni attraverso servizi digitali, comprese l’attivazione di utenze o l’apertura fraudolenta di rapporti bancari.

La sezione di polizia giudiziaria della polizia municipale di Catania ha denunciato i due uomini alla procura della repubblica per truffa aggravata e falsità materiale.

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