Contrasto dei Comuni all’evasione fiscale: Catania la città del dissesto recupera pochi spiccioli - QdS

Contrasto dei Comuni all’evasione fiscale: Catania la città del dissesto recupera pochi spiccioli

Desiree Miranda

Contrasto dei Comuni all’evasione fiscale: Catania la città del dissesto recupera pochi spiccioli

martedì 24 Settembre 2019 - 00:03
Contrasto dei Comuni all’evasione fiscale: Catania la città del dissesto recupera pochi spiccioli

Rapporto Uil su dati Interno: nel 2018 Catania ha recuperato solo 3.163 €, -27% rispetto al 2016. Torino ha ripreso 820mila €, Genova 760mila, Milano 745mila. Bocche cucite dall’Amministrazione

CATANIA – Nella città di Catania il contrasto all’evasione fiscale è quasi nullo. È quanto emerge dal rapporto del servizio politiche territoriali della Uil che ha elaborato i dati del provvedimento del Ministero dell’Interno del 7 agosto 2019. La norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale è del 2010 e un po’ per tutti i comuni italiani, negli ultimi cinque anni, si è registrata una tendenza in negativo.

Nonostante questo sono diverse le città metropolitane che hanno saputo attivare norme di contrasto all’evasione fiscale come Torino, Genova e Milano che hanno recuperato, rispettivamente, 820, 760 e 745 mila euro. Catania invece spicca per le performance negative degli ultimi anni. I numeri parlano chiaro. La città dell’Elefante nel 2018 ha recuperato appena 3.163 euro riuscendo a peggiorare la prestazione dell’anno precedente e di quello prima ancora, già di per sé molto deludenti. Tra il 2016 e il 2018 la performance è del 27 per cento in meno.

Nel dettaglio dei numeri vediamo che, nel 2016, il Catania ha recuperato un’evasione fiscale per 4.334 euro e, nel 2017, per 3.447 euro. Dati che fanno male alla città costretta a vivere tra le maglie del dissesto economico, ma che sembrano quasi buoni considerando che in tutta la provincia di Catania sono stati recuperati meno di quattro mila euro, 3.781 per la precisione. Paradossalmente, inoltre, la città metropolitana di Catania non è la peggiore attestandosi al 10° posto su un totale di 14. Peggio fanno Bari e Cagliari che non hanno recuperato proprio nulla, Messina che ha racimolato poco meno di due mila euro e Napoli solo 403 euro. Palermo ha fatto poco meglio di Catania recuperando 4.651 euro. Chi occupa i primi posti in classifica, invece, lo fa davvero bene riuscendo a recuperare cifre di diverse centinaia di migliaia di euro.

Bocche cucite dall’amministrazione che abbiamo interpellato più volte per avere una replica. “Nessun commento”, è l’unica risposta ricevuta dall’Ufficio stampa del Comune. Eppure il sindaco Salvo Pogliese aveva fatto di questa battaglia la sua battaglia. Anche attraverso le nostre pagine, durante un forum al QdS, aveva annunciato misure restrittive per tutti, a partire dai tanti professionisti che non risultano al fisco. Avremmo voluto chiedergli a che punto del percorso siamo. Se sono state inviate le email di avviso perché si mettessero in regola da soli, autodenunciandosi, prima dell’arrivo dei provvedimenti comunali. Il recupero dell’evasione fiscale è fondamentale per tutti i Comuni e per Catania, oltre a un obbligo di legge, diventa anche un obbligo morale date le tantissime difficoltà economiche. Servono risorse per i servizi ai cittadini e per abbassare le tasse a livello locale, ma anche per ristabilire equità e giustizia sociale.

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