Contro sprechi alimentari e fame, le buone pratiche del Terzo settore - QdS

Contro sprechi alimentari e fame, le buone pratiche del Terzo settore

redazione

Contro sprechi alimentari e fame, le buone pratiche del Terzo settore

venerdì 04 Giugno 2021 - 00:00

La Fao stima che ogni anno insieme al cibo vengano “buttati” circa 2.600 miliardi di dollari. Tra le iniziative in soccorso dei più deboli, il progetto “Non siete soli” di Eni Foundation

Gli sprechi alimentari causano annualmente ingenti perdite, non solo ambientali ma anche economiche: si stima che circa 2600 miliardi di dollari ogni anno vengano letteralmente “buttati via” (Fao, 2013). Una vera e propria emergenza che può essere affrontata con diversi approcci, specialmente da un punto di vista giuridico. In Europa sono numerosi i paesi che recentemente hanno adottato una politica per far fronte a questo problema: l’Italia, in primo luogo, ha introdotto una normativa al riguardo, la legge Gadda.

In quest’ultima, si definiscono i concetti di “spreco alimentare” e di “eccedenze alimentari”: il primo fa riferimento a tutti quei cibi scartati per ragioni commerciali e/o estetiche; sono considerate, invece, eccedenze tutti quegli alimenti invenduti e prossimi alla scadenza. Entrambe le espressioni riguardano prodotti derivanti dalle varie fasi della filiera produttiva.

Il problema riguarda soprattutto la parte più ricca del Pianeta. Come emerge da un’indagine condotta nel 2013 dal Wri (World Resources Institute) è possibile notare un maggiore spreco nei paesi sviluppati (56%), nei quali la quota di approvvigionamento alimentare raggiunge picchi del 200%, nonostante secondo la norma dovrebbe essere pari al 130% del suo bisogno nutrizionale (Smil, 2004). L’importanza del problema è rilevante a tal punto che l’Onu ha inserito la riduzione degli sprechi alimentari globali tra gli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Ma come si può fare concretamente? L’Urban Food Metabolism sottolinea la necessità di identificare le condizioni e i meccanismi che contribuiscono alla sicurezza alimentare urbana. È certamente utile quantificare e analizzare i processi di accumulo relativi allo spreco alimentare per pianificarne il reintegro nel sistema. Nel caso del Food Planning lo spreco alimentare è studiato rispetto ad ognuna delle fasi che caratterizzano il sistema-cibo e l’attenzione progettuale è rivolta alle politiche urbane da adottare per ridurlo.

Trovare soluzioni efficienti serve anche per venire incontro alle fasce più deboli della società. In questo ambito, nel nostro Paese diverse sono le buone pratiche promosse da istituzioni ed enti del Terzo settore. Tra le organizzazioni impegnate in prima linea vi è Eni Foundation, ente fondato nel 2006 per promuovere la salute nel mondo. Oggi è attivo in Ghana, Mozambico, Angola, Repubblica del Congo e Indonesia, Paesi in via di sviluppo in cui la promozione della salute ha un valore nodale per la crescita e lo sviluppo dei bambini. “Il nostro obiettivo – si legge sul sito della fondazione – è aiutare le popolazioni e renderle autonome. Diamo loro gli strumenti per crescere”.

Eni Foundation opera anche in Italia e da poco ha concluso il progetto “Non siete soli” dedicato a sostenere gli individui tra i più fragili della società, gli anziani, in un momento di grave crisi economica e sociale a causa della pandemia. L’iniziativa – realizzata in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio Acap Onlus, Fondazione Campagna Amica e Coldiretti – ha riguardato 6.700 over 80 delle città di Milano, Napoli e Roma, in stato di povertà e isolamento sociale, residenti nel proprio domicilio e senza alcuna rete di aiuto, ai quali sono stati distribuiti 20 mila pacchi alimentari. Da dicembre 2020 ad aprile 2021, sono state consegnate le razioni di cibo in tre momenti: il 21 dicembre è stata fatta la prima distribuzione, a febbraio 2021 la seconda e, nel periodo tra marzo e aprile 2021, la terza.
Un’altra realtà da menzionare è l’associazione Mecca Melchita, fondata dalla signora Tina Vicari nel 1987 e ancora oggi attiva a Ragusa con lo scopo di aiutare il prossimo, eliminando tutte le differenze di religione, di colore, di razza. è molto significativo anche lo stesso nome di tale associazione, che significa proprio “Cristiani e Musulmani insieme”, ciò per indicare l’aiuto reciproco che si offre a tutti, nonostante le diverse culture. Per contrastare la crisi economica creata dalla pandemia, i volontari di tale associazione, insieme al circolo Legambiente Il Carrubo e Vocri, hanno messo in azione iniziative di sostegno economico ai cittadini in difficoltà attivando la #spesasolidale, all’interno del Progetto di Legambiente “Non Scado”. Attualmente sono circa 50 le famiglie assistite giornalmente.

La Classe IV A
Liceo scientifico Enrico Fermi – Ragusa

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684

x