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Convegno a Cantina Rauscedo: sfida a consumi in calo parte da mercato

Convegno a Cantina Rauscedo: sfida a consumi in calo parte da mercato

Nel 75esimo anniversario della coop focus su export e Doc Friuli

Milano, 10 ott. (askanews) – Il calo dei consumi, le difficoltà dell’export e la necessità di adeguare la produzione alle nuove richieste del mercato sono stati al centro del convegno “Radici comuni, sfide nuove”, organizzato oggi da Cantina Rauscedo nell’ambito della manifestazione “Le Radici del Vino”, a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone). L’incontro, che ha concluso le celebrazioni per il 75esimo anniversario della cooperativa friulana, ha riunito esponenti del settore vitivinicolo, economisti e professionisti della comunicazione per discutere le prospettive del vino italiano, tra cambiamento delle abitudini di consumo, competizione internazionale e sostenibilità delle produzioni.

Il confronto si è svolto in una fase difficile per il comparto. Secondo le analisi di Nomisma Wine Monitor, in Italia i consumi di vino sono passati da 27,3 milioni di ettolitri nel 2006 a 20,2 milioni nel 2025, mentre i consumatori abituali rappresentano il 39% della popolazione. Anche le esportazioni hanno risentito del rallentamento della domanda: nel 2025 l’export mondiale di vino ha registrato una flessione del 6,7% a valore rispetto all’anno precedente, mentre quello italiano è diminuito del 3,7%. Un andamento che impone alle aziende di rivedere le strategie commerciali e di confrontarsi con una domanda sempre più orientata verso consumi occasionali.

Fondata nel 1951, Cantina Rauscedo riunisce oltre 300 famiglie di viticoltori e coltiva circa 2.000 ettari nella pianura alluvionale delle Grave friulane, tra i fiumi Tagliamento, Meduna e Cellina. Specializzata nella produzione di vini bianchi friulani e Prosecco, opera sui mercati nazionali e internazionali, con un fatturato di circa 35 milioni di euro e una produzione di circa due milioni di bottiglie l’anno. Una parte importante dell’attività riguarda il vino sfuso, segmento che la cooperativa intende continuare a sviluppare accanto all’imbottigliato.

“Questo convegno ha rappresentato un’importante occasione per raccontare chi siamo e i valori che guidano ogni giorno il lavoro della nostra cooperativa” ha affermato il presidente Antonio Zuliani, sottolineando che “in una fase in cui i mercati stanno attraversando una contrazione e profonde trasformazioni, la nostra forza risiede nella capacità di continuare a investire in tecnologia, sostenibilità e qualità, mantenendo sempre ben salda la consapevolezza della nostra identità”. Zuliani ha richiamato anche il ruolo dei soci nell’organizzazione dell’attività aziendale. “Siamo una comunità di uomini e donne che lavorano per un obiettivo comune, condividendo responsabilità, competenze e visione” ha precisato il presidente.

Ad aprire i lavori è stato Matteo Zoppas, presidente di Ice-Agenzia, intervenuto da remoto sul ruolo delle esportazioni e della promozione internazionale, con particolare attenzione ai vini friulani. Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, ha analizzato l’evoluzione dei consumi e degli scambi mondiali, mentre Alessio Planeta ha affrontato il rapporto tra identità dei territori vitivinicoli, innovazione e competitività delle imprese. Alla comunicazione e al valore percepito del vino sono stati dedicati gli interventi del Master of Wine Gabriele Gorelli e di Cristian Maitan, Miglior Sommelier d’Italia 2023 dell’Associazione italiana sommelier (Ais). I due professionisti hanno affrontato il tema della comunicazione delle produzioni vitivinicole, affiancando alle analisi economiche una riflessione sul rapporto tra aziende e consumatori.

Sul versante produttivo sono intervenuti Flavio Geretto, Dg di Cantina Rauscedo, e Yuri Zambon, direttore tecnico e commerciale di Vivai Cooperativi Rauscedo. Le due cooperative, distinte per organizzazione e attività, operano in ambiti complementari della filiera locale: la prima nella vinificazione e commercializzazione del vino, la seconda nella produzione di materiale vivaistico. Il confronto ha riguardato il contributo della ricerca, delle competenze tecniche e dell’innovazione alla viticoltura, in un territorio che ha sviluppato una lunga tradizione nella selezione e propagazione delle piante di vite.

Per Cantina Rauscedo la risposta alla contrazione dei consumi passa dalla capacità di interpretare la domanda senza rinunciare alla propria vocazione. “In questo momento di contrazione dei consumi, la risposta non può che essere quella di produrre ciò che il mercato richiede, sempre in sintonia con la nostra vocazione produttiva e con l’identità che da sempre contraddistingue Cantina Rauscedo” ha sottolineato Geretto, spiegando che “il valore della nostra cooperativa risiede nella capacità di interpretare tempestivamente i cambiamenti grazie al contributo dei soci, che rappresentano il vero patrimonio dell’azienda e il nostro primo osservatorio sul territorio”.

Un ruolo particolare spetta alla Doc Friuli, riconosciuta nel 2016, che comprende diverse tipologie di vino e permette di valorizzare sotto un’unica Denominazione regionale produzioni ottenute da vitigni differenti. Geretto ne ha evidenziato la versatilità e la capacità di rispondere alle richieste del mercato, considerandola uno strumento per rafforzare la riconoscibilità delle produzioni friulane e sviluppare nuove opportunità commerciali senza rinunciare al legame con il territorio.

La strategia della cooperativa prevede inoltre di mantenere e sviluppare le due componenti dell’attività aziendale, il vino sfuso e quello imbottigliato. Il primo è destinato principalmente ad altri operatori della filiera, mentre il secondo consente alla Cantina di raggiungere direttamente i mercati attraverso le proprie etichette. La scelta di operare in entrambi i segmenti risponde alla volontà di diversificare gli sbocchi commerciali e valorizzare le uve conferite dai soci. “Guardando al futuro, immaginiamo una realtà sempre più caratterizzata da due anime complementari, quella del vino sfuso e quella delle bottiglie: due volti della stessa azienda, accomunati da una medesima filosofia e da un unico filo conduttore, la qualità” ha spiegato Geretto.