Coronavirus, Bellanova, garantire la filiera alimentare - QdS

Coronavirus, Bellanova, garantire la filiera alimentare

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Coronavirus, Bellanova, garantire la filiera alimentare

giovedì 16 Aprile 2020 - 14:14
Coronavirus, Bellanova, garantire la filiera alimentare

Lo ha detto la ministro dell'Agricoltura nell'aula del Senato, "Nessun agricoltore, allevatore, pescatore dovrà smettere il lavoro". Caporalato, seicentomila lavoratori invisibili. Il problema della crisi del comparto

“Garantire la filiera alimentare è una priorità europea; nessun agricoltore, allevatore o pescatore dovranno smettere il proprio lavoro, nemmeno chi lavora nella filiera alimentare, né un ristoratore, un trasportatore, un magazziniere o un commesso”.

Lo ha detto la ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, nell’aula del Senato, illustrando le azioni portate avanti per affrontare la crisi legata al coronavirus.

“Ed è da qui che parte la strategia che abbiamo messo in campo e che dovrà essere rafforzata nei successivi provvedimenti – ha precisato la ministro – questo per continuare a fronteggiare l’emergenza che, non illudiamoci, sarà ancora lunga”. Per Bellanova, “la qualità delle risposte che diamo al presente deciderà la bontà della ripresa, il futuro che inauguriamo, nella consapevolezza, adesso sì, che filiera alimentare e interesse nazionale coincidono, per questo sarà indispensabile proseguire nella strettissima collaborazione tra governo e Parlamento”.

“La centralità della filiera della vita in questi mesi – ha aggiunto – non si è mai fermata, garantendo approvvigionamenti in maniera costante nonostante difficoltà evidenti e questo è sotto gli occhi di tutti”.

Caporalato, seicentomila lavoratori invisibili

“Ci sono altri lavoratori, invisibili ai più, i cosiddetti irregolari – ha poi sottolineato la ministro – che secondo le stime sono 600 mila, che vivono in insediamenti informali, sottopagati che già lavorano in Italia alla mercé di quella criminalità che chiamiamo caporalato e che per me significa mafia. Senza furori ideologici o ipocrisie o è lo Stato a farsi carico della vita di queste persone o è la criminalità organizzata a sfruttarla”.

Riguardo all’emergenza lavoro nelle campagne, le associazioni parlano di una carenza di manodopera stagionale tra le 270 e le 350 mila unità.

Il problema della crisi del comparto

“Il governo – ha spiegato Bellanova – ha già adottato misure di potenziamento delle azioni di tutela della salute dei cittadini migranti residenti negli insediamenti irregolari, al fine di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19 in tali contesti particolarmente a rischio, ma non è sufficiente”.

“Al tempo stesso – ha aggiunto la ministro – so bene come questa crisi provocherà e lo sta già facendo, l’uscita dal mondo del lavoro di molte persone, come ad esempio gli stagionali del turismo e della ristorazione, come tanti precari di altri settori. Per questo ho rimarcato l’indispensabilità di intraprendere percorsi strutturali, più coraggiosi e incisivi”.

Questo perchè, ha puntualizzato la ministra, “dobbiamo dare risposte a una platea così ampia e complessa e non è più possibile tollerare in questo Paese la piaga del lavoro nero”.

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