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Mafia, politica, sanità, l’ultima inchiesta che apre “scenari inquietanti”: le reazioni all’inchiesta su Iacolino e Teresi

Mafia, politica, sanità, l’ultima inchiesta che apre “scenari inquietanti”: le reazioni all’inchiesta su Iacolino e Teresi
Procura di Palermo, immagine di repertorio

Il campo progressista reagisce e chiede azioni forti da parte del Governo Schifani dopo l’ultimo scandalo nel campo della sanità.

Arrivano immediate e dirette le reazioni all’ultima inchiesta che indaga su presunti episodi di corruzione e di rapporti istituzioni-mafia in Sicilia, che vedrebbe tra i suoi protagonisti il neo direttore generale del Policlinico di Messina ed ex deputato europeo Salvatore Iacolino, indagato, e il funzionario regionale Giancarlo Teresi, arrestato.

La maggior parte arriva dalle opposizioni, che puntano il dito contro il Governo regionale.

AGGIORNAMENTO, ore 15.30: il presidente della Regione Schifani ha convocato per le 17 di oggi la Giunta regionale per “adottare il provvedimento di sospensione dalle funzioni di Salvatore Iacolino“. Il presidente ha inoltre firmato un atto di indirizzo rivolto ai dirigenti generali dei dipartimenti regionali e ai responsabili degli uffici speciali, disponendo “un rafforzamento dei controlli sulle autodichiarazioni presentate dai dirigenti in ordine alle eventuali cause di impedimento per la prosecuzione delle funzioni. Gli uffici dovranno verificarne periodicamente la veridicità”.

Il documento stabilisce inoltre che, in caso di richieste di trattenimento in servizio oltre i limiti ordinari di età, “i dipartimenti dovranno valutare non solo eventuali cause ostative, ma anche la condotta morale tenuta nell’esercizio delle funzioni pubbliche”.

Corruzione, sanità e mafia: le reazioni delle opposizioni all’inchiesta in Sicilia

Tra i primi a commentare la recente inchiesta che ha interessato Iacolino e Teresi ci sono i partiti di opposizione. Il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca ha commentato – pur specificando che gli indagati sono tali e che “indagato non è sinonimo di condannato” – che per il partito non è possibile “non sottolineare il fatto che questa legislatura passerà alla storia per il grandissimo numero di assessori, deputati, dirigenti, funzionari e uomini espressione o comunque vicinissimi al governo Schifani, finiti sotto la lente dei magistrati e quasi sempre col silenzio assordante del presidente della Regione che sulla disastrosa situazione della sanità si è sempre rifiutato di venire a riferire in Aula”.

“Alla luce di queste nuove e gravissime notizie – aggiunge – appare quasi superfluo dire che la recente nomina di Iacolino a direttore generale del Policlinico di Messina va sospesa, mentre è invece ancora più impellente la necessità che il presidente Schifani venga in Aula a riferire sul disastro della sanità e in quella sede presenti le proprie dimissioni. Non è ammissibile che la legislatura prosegua in queste condizioni di inagibilità assoluta dell’aula e del governo”. De Luca, rivolgendosi a Schifani, ha aggiunto anche: “Il presidente Schifani prenda atto del fallimento e si dimetta. La politica deve stare fuori dalla sanità“.

“La notizia dell’indagine che coinvolge Iacolino e che ha portato finanche all’arresto di un dirigente regionale, il tutto con l’ombra della mafia, apre scenari inquietanti“, si legge in una nota del campo progressista (Pd, M5S, Controcorrente, Avs, Italia Viva, Progetto Civico Italia, spazio Civico, PSI, +Europa e Più Uno), che domani terrà una conferenza stampa sulla vicenda.

Calenda a Meloni: “Cosa serve per commissariare la Sicilia?”

“Cosa altro deve accadere, Giorgia Meloni, per decidere di commissariare sanità, rifiuti e acqua e levarli dalle mani di banditi che usano i servizi pubblici come loro feudi privati? Eravate contro le Regioni e vi ispiravate a Borsellino e ora siete in mezzo a questo schifo!”. Questo il commento, su X, del leader di Azione Carlo Calenda a proposito della nuova inchiesta della Procura di Palermo che ha travolto la Regione Siciliana.

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