La Commissione Regionale Antimafia accende i riflettori sugli episodi di corruzione avvenuti nelle ultime settimane all’interno della Regione. L’ente, guidato dal presidente Antonello Cracolici, avvierà infatti un’indagine conoscitiva “sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell’ambito dell’amministrazione regionale”. “L’iniziativa – si legge in una nota – punta ad approfondire il quadro complessivo e a verificare l’efficacia dei sistemi di prevenzione, controllo e trasparenza adottati dalla Regione”.
Schifani il primo ad essere ascoltato
L’attività d’indagine scatterà nei prossimi giorni con un ciclo di audizioni. Il primo a essere ascoltato sarà proprio il presidente della Regione, Renato Schifani, con il quale verrà concordata nei prossimi giorni la data dell’incontro. Successivamente saranno convocati gli assessori e i dirigenti generali dei rami dell’amministrazione interessati.
Convocato anche il responsabile per la Prevezione della corruzione
La Commissione inoltre convocherà pure il responsabile per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza della Regione, “al fine di acquisire elementi utili sulle procedure e sui presidi messi in campo per garantire correttezza e trasparenza nell’azione amministrativa”.
Il caso Armao
Il principale riferimento è all’inchiesta sull’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, consulente di Renato Schifani, per cui la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto per corruzione. Armao sarebbe stato ripreso in più occasioni dalle “cimici” della polizia mentre intascava mazzette. Agli atti dell’indagine ci sono le immagini del passaggio di soldi avvenuto tra l’avvocato Pierluigi Matta, anche lui indagato, e l’ex vicepresidente. Matta, secondo l’accusa, era il trait d’union tra Armao e gli imprenditori a cui questi faceva favori. Sulla vicenda, il governatore dell’Isola ha negato qualsiasi coinvolgimento con l’operato regionale: “Per quanto riguarda l’inchiesta mi rifaccio alle parole del procuratore De Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l’attività del governo regionale”, le parole di Schifani.
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