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Maxi giro di corse clandestine di cavalli, era tutto organizzato su WhatsApp: sono 12 gli indagati

Maxi giro di corse clandestine di cavalli, era tutto organizzato su WhatsApp: sono 12 gli indagati

Le indagini sono partite da una segnalazione presentata da un’associazione ambientalista alla Procura di Marsala.

Cinque misure cautelari sono state disposte nell’ambito di un’indagine su un’organizzazione che avrebbe organizzato corse clandestine di cavalli in aree rurali del comune di Castelvetrano, nel Trapanese.

Su richiesta della Procura di Marsala, il gip ha emesso un’ordinanza che dispone un divieto di dimora in Sicilia e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di cinque persone. Le indagini sono partite da una segnalazione presentata da un’associazione ambientalista alla Procura di Marsala.

Corse clandestine dei cavalli nel Trapanese: le indagini e la scoperta dell’organizzazione della “competizione”

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le competizioni clandestine si svolgevano nella zona di Triscina e venivano organizzate attraverso un’app di messaggistica, usata per raccogliere le adesioni di fantini e scuderie, fissare il calendario delle gare, comunicare batterie e posizioni di partenza e diffondere i video delle corse.

Gli indagati avrebbero inoltre curato la manutenzione di un fondo agricolo privato adibito a ippodromo abusivo, allestendo anche i box di partenza e di stazionamento degli animali.

Maltrattamenti e sostanze dopanti sui cavalli: anche persone di altre zone della Sicilia sotto indagine

Dalle indagini sarebbero emersi anche maltrattamenti ai danni dei cavalli e la somministrazione di sostanze dopanti vietate per aumentarne le prestazioni. Oltre ai cinque destinatari delle misure cautelari, sono indagate altre altre sette persone, originarie anche di altre zone della Sicilia, che avrebbero partecipato alle competizioni non autorizzate come proprietari dei cavalli o fantini.

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