Covid, Cacopardo, "Rabbia per la zona arancione" - QdS

Covid, Cacopardo, “Rabbia per la zona arancione”

Giuseppe Lazzaro Danzuso

Covid, Cacopardo, “Rabbia per la zona arancione”

domenica 25 Aprile 2021 - 11:46

L'infettivologo siciliano, "I criteri epidemiologici applicati secondo convenienza non li avevo mai visti". Il timore che la scelta sia influenzata dall'inchiesta sui presunti dati falsi

“A chi mi chiede se c’è un rimedio per la stravagante decisione di tingere d’arancione la Sicilia alla luce della attuale situazione epidemiologica Covid19, rispondo di si: un Plasil e un Bimixin”.

Così Bruno Cacopardo, primario infettivologo dell’ospedale Garibaldi Nesima, a Catania, componente del Cts regionale, ha sintetizzato su Facebook la sua opinione sulla decisione del Governo nazionale di lasciare la Sicilia in arancione, mentre da domani gran parte dell’Italia sarà gialla.

Un mal di pancia, quello dello scienziato, confermato anche dalle sue dichiarazioni al Qds.it e che riguarda anche molti siciliani , pronti a chiedere a gran voce la riapertura completa delle attività economiche.

Ma il prof. Cacopardo motiva le sue scelte in maniera precisa e con dati scientificamente inoppugnabili.

“Si sta calcolando l’rt – ci spiega – su base quotidiana, invece di fare una media mensile. E questa, mi si consenta, è un’abberrazione. I criteri epidemiologici applicati secondo convenienza non li avevo mai visti. Non è un problema di positivi. Temo che stiamo pagando la poca fiducia del Governo nazionale sui numeri che giungono dalla Regione siciliana, forse a causa dei presunti dati falsi del Covid”.

Secondo Cacopardo “La Sicilia ha gestito bene l’epidemia, ha gestito bene le vaccinazioni in particolare in rapporto a certe regioni come la Lombardia, dove il disastro è stato sotto gli occhi di tutti”.

“E’ vero – sottolinea – che ultimamente abbiamo avuto una crescita di ricoveri, ma non c’è sovraffollamento. Nel mio reparto, per fortuna, ci sono molti letti vuoti. Ecco perché da domani dovremmo essere in zona gialla”.

Invece il Primario del Garibaldi stima che si rimarrà in arancione per due o tre settimane ancora, con ricadute pesanti soprattutto sull’economia turistica dell’Isola, fortemente penalizzata come dimostra la carenza di prenotazioni in alberghi e strutture ricettive.

La riapertura escludendo le regioni meridionali ha fatto parecchio arrabbiare il prof. Cacopardo, che, sempre su Facebook, ha spiegato così quanto avvenuto a chi gli chiedeva chiarimenti.

“Le faccio un esempio: lei è una studentessa e sta attenta e buona per tre ore, mentre la classe è scatenata. La prof. fa una nota a tutta la classe lei inclusa. Arrivata alla quarta ora lei è stanca e inizia a smaniare sulla sedia mentre i compagni di classe si rilassano finalmente seduti e silenziosi. La prof. fa una nota solo a lei. Cosi lei che è stata brava per tre ore ha due note e i monelli che sono stati bravi pochi minuti hanno una sola nota”.

In un altro post il prof. Cacopardo aveva sottolineato: “La riapertura delle attività nel Paese con l’esclusione della Sicilia e della Calabria, che restano mestamente arancioni (questa cosa dei colori poi… scientificamente è un cartone animato di Hannah e Barbera più che una seria misura di contenimento) rappresenta una aberrazione epidemiologica”.

Lo scienziato parlava di decisioni prese “sulla base di parametri che fluttuano giornalmente come yo-yo impazziti e che forniscono informazioni prognostiche veritiere quanto la leggenda delll’Unicorno pezzato”.

“Se non fossi convinto – aveva concluso – che si tratta di una scelta strategica degna del miglior Kasparov (celebre campione russo di scacchi, ndr), ne invocherei una tempestiva correzione”.

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