Carrelli vuoti? Vizzini: "C'è crisi, ma si fanno ancora regali" - QdS

Carrelli vuoti? Vizzini (Federconsumatori): “Anche con crisi gli italiani non rinunciano a regali”

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Carrelli vuoti? Vizzini (Federconsumatori): “Anche con crisi gli italiani non rinunciano a regali”

Redazione  |
sabato 31 Dicembre 2022 - 14:40

Malgrado molte famiglie siano in difficoltà economica, gli italiani non rinunciano del tutto ai regali per le festività.

Carrello vuoto, tendenza all’acquisto di gift card, la rinuncia addirittura al regalo stesso. Questo lo scenario tracciato dal presidente di Federconsumatori Palermo, Lillo Vizzini, che ha parlato anche degli scenari nazionali.

Qual è l’attuale situazione del consumatore medio italiano per quanto riguarda i consumi in questo periodo natalizio? Si parla grosso modo della stessa spesa dello scorso anno ma ovviamente, a causa dell’inflazione galoppante, con un carrello nettamente più vuoto. È così?

“Nonostante i prezzi di molti prodotti e servizi siano cresciuti notevolmente rispetto allo scorso anno, e malgrado molte famiglie siano in difficoltà economica, gli italiani non rinunciano del tutto ai regali di Natale, anche se con una maggiore attenzione al risparmio e all’ambiente. Oltre 12 milioni di italiani, circa il 27% in più rispetto allo scorso anno, hanno deciso di anticipare lo shopping natalizio nella settimana del Black Friday approfittando degli sconti, specialmente per i regali più costosi. Secondo le prime stime effettuate dall’osservatorio nazionale Federconsumatori, la spesa media a persona, tra chi ha effettuato acquisti, sarà stata di 168 euro”.

“I regali saranno effettuati online (canale privilegiato dal 70% degli acquirenti più giovani) e presso i negozi della propria città. È interessante notare, però, che rispetto al 2021 la percentuale di cittadini che non farà alcun regalo cresce del +6%. Sono molto in voga questo Natale i regali nel settore alimentare (+7% rispetto al 2021), a tal proposito si privilegeranno gli acquisti presso negozi di vicinato o punti vendita che commercializzano prodotti tipici e a km 0. Dando uno sguardo ai rincari emerge un aumento medio dei prezzi del 17%”.

“Per quanto riguarda gli orientamenti degli italiani in tema di regali, la scelta si basa principalmente sul criterio del costo. Tra i doni più richiesti sono presenti gli articoli tecnologici, piccoli viaggi, libri, soldi o gift card da spendere in centri commerciali o singoli negozi, oltre ai classici vestiti. Semplice, ma sempre molto richiesto resta il buono o la gift card per accedere a piattaforme di streaming per vedere film, serie tv o ascoltare musica”.

Cosa significa, in termini concreti, una contrazione della spesa dei consumi per un territorio?

“L’inflazione stabile intorno al 12% influirà concretamente per la contrazione dei consumi, sia in termini di quantità, sia in termini di qualità sulla base dell’indagine dell’osservatorio Ismea NielsenIq sui consumi alimentari, nel 2022. Il carrello della spesa diventa, a causa dell’inflazione, più leggero e cambiano le principali tendenze dei consumatori. aumenta il consumo delle uova, diminuiscono drasticamente i consumi di pesce e cibi pronti”.

Quali le misure che a suo avviso dovrebbero essere adottate per frenare questa corsa al rialzo dei prezzi?

“Sin quando la bolla speculativa sui prodotti energetici continuerà l’inflazione rimarrà stabilmente sugli attuali valori. Le famiglie continueranno ad arrancare per riuscire a pagare le bollette, a discapito dei consumi. Le famiglie risparmiano sui consumi, ma non solo. Rinunciano a curarsi, ad andare dal dentista o a fare quella visita specialistica di cui avrebbero tanto bisogno. Gli sportelli di Federconsumatori continueranno ad avere la fila di famiglie che chiedono assistenza per avere rateizzata la bolletta della luce e del gas, o per cercare di essere cancellati dalle famigerate black list”.

Quale potrebbe essere invece lo scenario del 2023 se il trend di prezzi e consumi dovesse restare lo stesso?

“Se il Governo non interverrà con una politica di concreto aiuto alle famiglie il 2023 sarà peggio del 2022”.

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