Continua il lavoro della Commissione Europea per definire il piano “Accelerate Eu” contro la crisi energetica a causa della guerra in Medio Oriente. Il provvedimento è atteso per mercoledì prossimo, 22 aprile.
Le misure del piano “Accelerate Eu” cosa prevede?
Almeno un giorno di smart working obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili e chiusura degli uffici pubblici quando possibile. Sono alcune delle misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri nella bozza del piano.
Lo scopo è quello di ridurre i consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Bisognerà limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, giornate senz’auto, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile.
Piano contro la crisi energetica, un Paese membro dice no
C’è già un Paese membro della Commissione Europea che ha già detto no al piano. Si tratta della Spagna col ministro spagnolo Yolanda Diaz che ha dichiarato: “Non sono favorevole a obbligare nessuno a fare nulla. Credo che il criterio giusto sia la volontarietà», ha spiegato in un’intervista ricordando che Madrid dispone di una legge sul telelavoro che offre alle imprese spagnole la possibilità di ricorrere al lavoro a distanza. Ma sempre su base volontaria”
I Paesi membri non sono obbligati ad adottare il piano. Per le imprese, l’Ue suggerisce incentivi per rinnovare i sistemi produttivi più energivori, a partire dai motori elettrici inefficienti o basati su combustibili fossili.
Le reazioni in Italia sul piano Ue contro il caro energia
“Le proposte di Bruxelles per superare il caro bollette sono spegnete il riscaldamento, lavorate di meno, viaggiate di meno e lavate di meno. Se queste sono soluzioni alla guerra in Iran e al caro bollette e gasolio, ditemi se sono normali quelli che sono a Bruxelles…”. A dirlo è il vicepremier Matteo Salvini a Telelombardia. “L’unica cosa seria che potrebbe fare già oggi Bruxelles è dire ‘sospendiamo le regole europee’”.
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