Roma, 23 lug. (askanews) – Un pacchetto complessivo di interventi per il settore ittico su risorse nazionali e comunitarie che mette in campo oltre 70 milioni di euro, a cui si aggiunge la copertura integrale del credito d’imposta al 20% sul carburante per dare respiro a un settore stremato dalla crisi geopolitica e dalle emergenze climatiche. È questo il bilancio che fa Confcooperative Agroalimentare e Pesca dopo la riunione operativa avuta oggi con il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, e il direttore generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura, Giovanni Romito.
Tra le misure principali c’è il via libera europeo all’attivazione di 70 milioni di euro tramite bandi regionali finanziati con risorse FEAMPA, destinati a compensare le perdite generali legate alle tensioni e ai conflitti in Medio Oriente. La misura prevede un massimale di contributo fino a 80 mila euro per singola imbarcazione e fino a 360 mila euro per gli impianti di acquacoltura. La roadmap attuativa vedrà una prima tranche a copertura dei costi sostenuti dalle imprese da fine febbraio a fine agosto 2026, con i relativi pagamenti programmati entro la fine dell’anno, a cui farà seguito una seconda fase di erogazione dei ristori nel corso del 2027.
Contestualmente, per fare fronte ai gravi danni provocati dalle calamità naturali come le emergenze legate alle prolungate ondate di calore estive, è stato disposto il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale. A completare il quadro, la conferma che le risorse stanziate si sono rivelate sufficienti a garantire la fruizione del credito d’imposta fino al 20% per gli acquisti di carburante effettuati tra marzo e maggio 2026.
“L’insieme di queste misure, dalla conferma del credito d’imposta al 20% allo sblocco dei fondi FEAMPA e del Fondo di Solidarietà Nazionale, rappresenta una fondamentale boccata d’ossigeno per un comparto schiacciato su più fronti – dichiara Paolo Tiozzo vicepresidente Confcooperative Agroalimentare e Pesca – Da un lato sosteniamo le imprese contro il caro-carburante una voce che incide fino al 60% sui costi di gestione dei pescherecci e che ha visto rincari fino al +42% nei porti a causa delle crisi internazionali , dall’altro diamo risposte concrete alle attività messe in ginocchio dalle anomalie termiche e dagli shock climatici che stanno minacciando le produzioni ittiche lungo molte coste italiane. L’esito di questo tavolo dimostra la validità del confronto avviato con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste”, conclude Tiozzo.

