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Dal carcere alle altre dimensioni, chiude la Biennale Musica 2026

Dal carcere alle altre dimensioni, chiude la Biennale Musica 2026

Pubblico in crescita del 4% e sempre moltissimi stranieri (40%)

Venezia, 25 ott. (askanews) – La Biennale Musica 2026 si è chiusa con un +4% di pubblico e per il 40% proveniente dall’estero. Questo 70esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea, diretto da Caterina Barbieri e intitolato “The Child of Sound”, ha immaginato questo figlio del suono come simbolo di rivoluzione e guarigione al contempo, attribuendo alla musica una forza di comunione e di elevazione spirituale. In questa prospettiva ha assunto un valore ancora più forte il progetto “Musica Libera”, che ha visto coinvolte le detenute della Casa circondariale della Giudecca, diventate protagoniste di due performance toccanti all’interno del carcere.

Come ogni anno, la Biennale Musica ha cercato di esplorare i territori di confine della ricerca e di battere i sentieri del confronto con molte culture diverse, alla ricerca delle possibili armonie. Che nella serata finale sono culminate nell’opera della stessa Barbieri “Non puoi contare l’infinito”, che ha unito l’orchestra, la musica elettronica e i sintetizzatori analogici in un racconto sonoro generativo che ha aperto squarci di nuove dimensioni e sensazioni.

A riprova del fatto che anche le Biennali delle arti performative sono un tassello decisivo e unico della grande istituzione veneziana e del suo racconto della contemporaneità.