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Dal fresco ai surgelati: Bonduelle cavalca crescita vegetali in gdo (+5%)

Dal fresco ai surgelati: Bonduelle cavalca crescita vegetali in gdo (+5%)

Odella: 2025-26 anno intenso ma siamo soddisfatti, lieve flessione IV gamma

Milano, 19 mag. (askanews) – Il mercato dei vegetali continua a crescere del largo consumo. In Italia il comparto – dalle insalate in busta alle verdure surgelate, dai piatti pronti alle conserve – vale 6,7 miliardi di euro e negli ultimi cinque anni è aumentato del 22,3%. A confermare il trend, però, sono soprattutto i volumi: nel 2025, a fronte di un incremento medio dell’1,8% nella grande distribuzione, il segmento vegetale registra un aumento del 5%. Segno, quest’ultimo, dei comportamenti e delle abitudini degli italiani, di cui i vegetali fanno sempre più parte. Non si tratta solo dei cosiddetti flexitariani ma di italiani, che secondo un’analisi di Rem-Lab sono il 66,9%, che consumano abitualmente verdure o ortaggi.

Il quadro è emerso in occasione delle conferenza stampa di Bonduelle Italia per la presentazione della nuova identità di marca. Il gruppo francese in Italia realizza il 10% del suo fatturato globale, che nel 2024-25 si è attestato a 2,2 miliardi. “L’Italia è un Paese importante per il gruppo – ha detto Federico Odella, Ceo di Bonduelle Italia – anche perchè è l’unico dove il brand è presente con tutte le sue categorie: surgelati, conserve, piatti pronti e quarta gamma e ora siamo entrati anche nella quinta gamma” con il lancio di una linea di contorni pronti. Secondo Odella, l’Italia è il terzo mercato del gruppo dopo Stati Uniti e Francia. “In Europa realizziamo circa 1,3 miliardi di euro di ricavi, mentre poco meno della metà del fatturato complessivo arriva dagli Usa”, ha aggiunto.

Quello che si chiuderà al 30 giugno, è stato un anno “molto intenso – ha ammesso – di cui siamo soddisfatti. Ci sono stati molti avvenimenti esterni: la guerra, l’incremento dei costi del petrolio e delle materie prime. Per ora riusciamo ad assorbirli per cui non vediamo delle disruption, grazie anche al fatto che siamo entrati in nuove categorie come la quinta gamma – ha spiegato – noi continuiamo a crescere, in modo consistente nel tempo, nelle categorie dove siamo già presenti”. I piatti pronti, “di cui siamo molto soddisfatti per i risultati positivi” sono una categoria molto dinamica “che continua a crescere a doppia cifra – ha aggiunto il Ceo – Lo stesso vale per le insalate” dove quelle pronte al consumo “che continuano ad avere una dinamica molto positiva”.

Sulla quarta gamma, Odella ammette che “è una categoria prevalentemente gestita dalla private label e rimane poco spazio per i brand, tra cui Bonduelle è quello di riferimento. Se consideriamo tutto il largo consumo, quindi compresi gli hard discount, abbiamo una quota di 11 punti, se guardiamo solo la distribuzione moderna dove siamo presenti in modo costante e consistente superiamo i 15 punti di quota”. “Per quanto ci riguarda – ha aggiunto – abbiamo visto una forte fidelizzazione nella quarta gamma, perché, nonostante ci sia uno spostamento dei consumi verso la private label, come Bonduelle teniamo ancora la quota: abbiamo una lieve flessione ma è più per dinamiche con due clienti. Laddove siamo presenti continuiamo a mantenere saldamente la quota che abbiamo”.

A spingere gli italiani verso un consumo crescente di vegetali, secondo la ricerca di Rem-Lab dell’Università Cattolica, è prima di tutto il desiderio di seguire uno stile alimentare più sano (74,7% degli intervistati), seguito da consigli di medici o nutrizionisti (27,7%) ma anche per la comodità dei prodotti già pronti (24,3%) e la qualità percepita nei punti vendita (19,6%). A tal proposito il professor Stefano Grandi ha fatto presente che se nel largo consumo fatto 100 l’assortimento il premium pesa il 16% e il primo prezzo il 20% nel mondo dei vegetali il premium sta intorno al 25%. “Il mondo dei vegetali non è un mondo banale perché sono il biglietto da visita dei punti vendita della grande distribuzione – ha detto il professore – Questo mondo contribuisce alla fidelizzazione dei consumatori insieme alla macelleria e il prezzo è importante ma spesso di compra con l’occhio”. Un altro aspetto che Grandi ha sottolineato è che i consumatori “scelgono contemporaneamente diverse tipologie di prodotti: il 49% valuta l’offerta vegetale considerando tutti i reparti”. E Bonduelle su questo ritiene di avere un posizionamento forte.

“Bonduelle è un gruppo verticale sul mondo dei vegetali, si occupa cioè solo di prodotti vegetali – ha detto il ceo Italia – e questo ci permette di avere un rapporto privilegiato con la filiera dei vegetali”. Di qui anche l’introduzione del concetto di percorso vegetale nei punti vendita, che attraversa tutte le quattro tecnologie in cui il brand è presente: quarta gamma, piatti pronti, ambient e surgelati.

A tal proposito, Odella ha sottolineato la volontà, in un contesto come quello attuale, di “garantire sempre un prezzo equo e accessibile per il consumatore rispetto alla qualità consumata. Con la grande distribuzione, con cui abbiamo relazioni molto distese, cerchiamo sempre un punto di incontro per offrire il miglior prodotto al miglior prezzo possibile senza svilire il brand”. E per ora, assicura, non ci sono all’orizzionte ritocchi ai listini. “Cercheremo di assorbire il più possibile gli aumenti dei costi per non riversarli al consumatore che già è in una fase di grandi spese. Se dovessimo arrivare a una situazione in cui non saranno sostenibili economicamente incontreremo la distribuzione e capiremo insieme come affrontare questa nuova fase di crisi”.