Dalla molitura delle olive un combustibile per produrre energia - QdS

Dalla molitura delle olive un combustibile per produrre energia

Rosario Battiato

Dalla molitura delle olive un combustibile per produrre energia

mercoledì 08 Maggio 2019 - 00:03
Dalla molitura delle olive un combustibile per produrre energia

L’Enea ha messo a punto un processo applicabile anche ad aziende di piccola e media taglia. Il sistema potrebbe costituire una grande opportunità anche per i circa 600 frantoi isolani

PALERMO – In tutta l’Isola, secondo una stima di frantoionline.it, ci sono più di 600 frantoi che potrebbero costituire una grande risorsa sostenibile. Si basa proprio sulla valorizzazione ai fini energetici delle acque di vegetazione dei frantoi, operazione che permetterebbe anche di ridurre i costi di gestione e smaltimento, una delle tecnologie brevettate dall’Enea che si basa su un “processo pulito e sostenibile che consente di ottenere dai reflui dei processi di molitura delle olive una miscela di gas ricca di idrogeno e metano da sfruttare come combustibile per produrre energia elettrica o calore”.

Il processo è stato provato su “scala di laboratorio e l’analisi tecnico-economica (business plan) realizzata in collaborazione con l’Università di Tor Vergata ha evidenziato l’applicabilità ad aziende di piccola-media taglia, (frantoi con capacità di molitura di 2-3 ton/h) con un tempo di ritorno di circa 3-5 anni per un investimento di circa 100-150 mila euro”.

A spiegare i dettagli del progetto ci ha pensato Silvano Tosti, responsabile del laboratorio Enea di “Tecnologie nucleari” e autore del brevetto: “la realizzazione dell’impianto verrebbe ripagata dai costi evitati per lo smaltimento delle acque di vegetazione mediante spargimento sui terreni agricoli che si aggirano fra i 5 e 15 euro la tonnellata”.

Esiste, inoltre, la possibilità di ridurre ulteriormente i costi. La nota dell’Agenzia precisa che questo processo avviene utilizzando le sanse, i gas prodotti e i recuperi termici delle apparecchiature, per produrre l’energia necessaria al processo. “Inoltre – ha aggiunto Tosti – utilizzando un reattore a membrana è possibile separare direttamente idrogeno ultra puro e ottenere rese molto elevate: prove di laboratorio hanno permesso di produrre circa 18 m3 di idrogeno da 1 m3 di acqua di vegetazione”.

Il sistema prevede un apposito pretrattamento che “consente di filtrare le acque di vegetazione e ottenere un concentrato di sostanza organica che viene poi inviato ad un apposito ‘reattore’ dove, attraverso reazioni di reforming, viene prodotta una miscela ricca di idrogeno, metano, anidride carbonica, monossido di carbonio (CO) e altri gas che può essere valorizzata a fini energetici con costi di gestione molto ridotti”. Un vantaggio economico che trova una precisa corrispondenza in un beneficio ambientale che deriva dalla possibilità di smaltire in sicurezza i reflui che, in caso di sversamento non controllato o autorizzato, possono determinare l’inquinamento di corsi d’acqua, falde, depuratori.

Anche a fronte di una decisa contrazione di produzione di olio di oliva in Sicilia (-73,4% tra il 2015 e il 2016), secondo i dati Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) a cui è affidata la stima produttiva da un decreto del capo del dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Mipaaf, la produzione siciliana è stata la terza nazionale nel 2016, pari a 13.941 tonnellate, dietro la Puglia (oltre 103 mila) e la Toscana (circa 15 mila). Un comparto che potrebbe presto avere un importante futuro sostenibile.

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