Home » Consumo » Diesel, maxi rincari in Sicilia: +5,80 € per un pieno

Diesel, maxi rincari in Sicilia: +5,80 € per un pieno

Diesel, maxi rincari in Sicilia: +5,80 € per un pieno

Secondo i dati del Mimit, in sole 48 ore nell’Isola si sono registrati incrementi da brividi per un rifornimento da 50 euro. Anche la benzina è in crescita: per un serbatoio completo il consumatore deve sborsare 1,85 euro in più

PALERMO – La Sicilia si trova ad affrontare un’improvvisa e violenta tempesta che soffia direttamente dai distributori di carburante. In appena 48 ore, tra il 4 e il 6 marzo, l’Isola è diventata il triste epicentro di un rincaro senza precedenti per quanto riguarda il gasolio, posizionandosi al primo posto della classifica nazionale per la velocità dell’aumento dei prezzi. I dati elaborati dall’Unc, su base ministeriale, dipingono un quadro allarmante: il prezzo del gasolio in modalità self service in Sicilia è letteralmente esploso, facendo registrare un balzo in avanti di ben 11,6 centesimi al litro.

Gasolio in Sicilia: +5,80 euro a pieno in due giorni senza giustificazioni di mercato

In termini tangibili, ogni famiglia siciliana che si è recata a fare un pieno di cinquanta litri ha dovuto sborsare ben 5,80 euro in più rispetto a soli due giorni prima. Si tratta di una fiammata improvvisa che non trova giustificazioni in una reale contrazione dell’offerta di petrolio, come sottolineato dalle associazioni di categoria, ma che grava pesantemente su una regione dove il trasporto su gomma è vitale per la distribuzione di ogni genere di necessità.

Analizzando la situazione interna alla Sicilia, il costo assoluto del gasolio ha raggiunto la soglia di 1,921 euro al litro, un valore che colloca la Sicilia all’ottavo posto in Italia per onerosità complessiva, ma è la dinamica della crescita a preoccupare maggiormente. Non è andata molto meglio per chi utilizza veicoli a benzina, sebbene l’incremento sia stato meno violento rispetto a quello del diesel. Nel medesimo arco temporale di due giorni, la benzina in Sicilia ha subito un rincaro di 3,7 centesimi al litro, portando il costo medio per un pieno a un aumento di 1,85 euro. Al 6 marzo, il prezzo medio della benzina nell’Isola si è attestato su 1,780 euro al litro, posizionandola al settimo posto tra le regioni più care del Paese.

Questi numeri non sono semplici statistiche, ma rappresentano un ostacolo reale alla mobilità dei cittadini e un aumento automatico dei costi di produzione e distribuzione per le imprese locali, innescando un potenziale effetto domino sui prezzi al consumo di altri beni essenziali.

Rincari carburante in Italia: Molise e Campania sul podio, Bolzano e autostrade oltre 1,8 euro

Allargando lo sguardo al resto della penisola, emerge un’Italia spaccata e sofferente, dove la Sicilia detiene il primato dei rincari del gasolio seguita a ruota dal Molise, con un aumento di 10,6 centesimi, e dalla Campania, che chiude il podio con un incremento di 10,5 centesimi al litro. Se la Sicilia soffre per la velocità della crescita, altre zone d’Italia devono fare i conti con prezzi assoluti ancora più proibitivi. Il territorio di Bolzano e la Calabria hanno infatti già infranto la barriera psicologica degli 1,8 euro al litro per la benzina, raggiungendo quota 1,801 euro.

In termini di valori assoluti per il gasolio, la situazione più critica si registra sulla rete autostradale, dove il prezzo ha sfiorato i due euro toccando quota 1,983 euro al litro, seguita proprio da Bolzano con 1,969 euro e dalla Calabria con 1,946 euro. Anche il Trentino e la Valle d’Aosta mostrano prezzi del gasolio estremamente elevati, superando la soglia di 1,930 euro al litro e confermando una tendenza al rialzo che non risparmia quasi nessuna area geografica, sebbene con intensità differenti.

Per quanto riguarda la benzina, le regioni che hanno registrato la variazione più marcata tra il 4 e il 6 marzo non sono state quelle del Sud estremo, ma la Campania e il Molise, dove il prezzo è salito di 4,4 centesimi al litro, equivalenti a 2,20 euro in più per un pieno. Curiosamente, le regioni considerate più virtuose in questa fase di crisi sono l’Umbria, che ha contenuto l’aumento del gasolio a 8,6 centesimi, e le stesse autostrade che, pur avendo i prezzi più alti in assoluto, hanno applicato il rincaro minore pari a 8 centesimi.

L’Unc denuncia speculazioni e chiede al governo il taglio delle accise di 10 centesimi

Tuttavia, il quadro nazionale rimane fosco e le reazioni istituzionali non si sono fatte attendere. Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, ha parlato apertamente di speculazioni in atto, chiedendo un intervento immediato del governo per l’invio della guardia di finanza e la riduzione delle accise di almeno 10 centesimi. La richiesta è quella di agire con la stessa risolutezza mostrata in passato dal governo Draghi, evitando meccanismi complicati o attese burocratiche che finirebbero per intervenire quando il danno economico per le famiglie e le imprese, specialmente in contesti fragili come quello siciliano, sarebbe ormai già diventato insostenibile.