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Discarica Mazzarrà, il caso all’attenzione dell’Antimafia mentre la Regione conta di recuperare i fondi del Pnrr

Discarica Mazzarrà, il caso all’attenzione dell’Antimafia mentre la Regione conta di recuperare i fondi del Pnrr
Discarica Mazzarrà Sant’Andrea

Il Movimento 5 Stelle, con una nota a firma del capogruppo Antonio De Luca, ha riportato l’attenzione sul rischio della perdita dei fondi del Pnrr. E anche l’Antimafia vuole approfondire il caso dell’impianto messinese.

Un’audizione urgente davanti alla commissione Ambiente per fare chiarezza sulle responsabilità amministrative e operative che hanno rallentato la procedura di bonifica della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea (Messina).

A chiederla è il Movimento 5 Stelle che, con una nota a firma del capogruppo Antonio De Luca, ha riportato l’attenzione sul rischio della perdita dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che nelle settimane scorse era stato svelato in anteprima dal Quotidiano di Sicilia.

Discarica di Mazzarrà, le preoccupazioni sulla bonifica

“È indispensabile che il governo si assuma l’onere della messa in sicurezza e della bonifica della discarica. Parliamo di una situazione che desta forte preoccupazione per l’ambiente e comporta gravi rischi per la salute dei cittadini”, ha detto De Luca, aggiungendo che la Regione “ha il dovere di garantire trasparenza, tempi certi e interventi efficaci per arrivare finalmente alla messa in sicurezza e alla bonifica definitiva dell’area”.

Da un decennio in attesa di bonifica, la situazione ambientale attorno alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea è peggiorata l’anno scorso quando un incendio è divampato all’interno dell’impianto causando la combustione dei rifiuti, le cui ceneri continuano a covare.

Il nodo Pnrr

Per arrivare alla messa in sicurezza del sito, la Regione ha puntato sull’utilizzo di oltre 32 milioni di euro del Pnrr. L’iter è andato avanti per tutto il 2025, ma a un ritmo che, complici i complicati iter burocratici che accompagnano progetti di portata così ampia, è risultato non compatibile con le scadenze previste dal piano. Secondo quest’ultimo, infatti, la bonifica si sarebbe dovuta completare entro la fine di marzo. Obiettivo impossibile, se si considera che il cronoprogramma parla di circa 900 giorni di lavoro e che la gara per l’affidamento dei lavori deve essere ancora indetta.

A fronte di ciò, il capo del dipartimento regionale Rifiuti – Arturo Vallone – aveva inviato una relazione al governo Schifani per confermare che i termini del Pnrr non si sarebbero potuti rispettare e auspicando che “si possano trovare soluzioni, a stretto giro, affinché la messa in sicurezza possa concludersi e contestualmente possa il sito della discarica non rappresentare più per la Regione una gravissima emergenza di tipo ambientale”.

Nel documento non si fa menzione di quali potrebbero essere le soluzioni alternative a garantire le risorse necessarie per intervenire a Mazzarrà Sant’Andrea, ma – stando a quanto appreso da questa testata – lo scenario sarebbe cambiato nelle scorse settimane. La Regione avrebbe, infatti, riconsiderato la possibilità di utilizzare i fondi del Pnrr senza tenere conto del termine di marzo. Il motivo sta nel fatto che la Sicilia avrebbe già raggiunto il target previsto nel settore delle bonifiche. Ciò dunque, secondo l’interpretazione del governo Schifani, darebbe la possibilità di sfruttare le risorse per Mazzarrà Sant’Andrea spingendosi oltre le scadenze primaverili.

Sulla base di questo convincimento il dipartimento Rifiuti ha inviato a Invitalia una nota per chiedere all’agenzia nazionale di svolgere il ruolo di centrale di committenza nella procedura di affidamento dei lavori di bonifica.

Discarica di Mazzarrà, anche l’Antimafia ci vuole vedere chiaro

La notizia del possibile sblocco della pratica Mazzarrà è arrivata nelle stesse ore in cui il Movimento 5 Stelle ha chiesto che l’assessore Francesco Colianni e il dirigente generale Vallone si presentino in commissione Ambiente per fare luce sullo stato delle cose. “Non possiamo permettere ulteriori ritardi su una questione che riguarda direttamente ambiente, sicurezza e diritto alla salute”, ha sottolineato De Luca.

Stando a quanto verificato dal QdS, a voler approfondire la vicenda della discarica messinese di Mazzarrà Sant’Andrea è anche la commissione nazionale Antimafia. L’organismo guidato da Chiara Colosimo ha infatti convocato per la prossima settimana il dirigente generale a Roma per un’audizione dedicata al ciclo dei rifiuti in Sicilia, che riguarderà anche la situazione a Mazzarrà.

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