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Discarica Timpazzo, il Comune di Gela chiede il conto alla Regione: 1,5 milioni di euro tra royalties ed ecotassa

Discarica Timpazzo, il Comune di Gela chiede il conto alla Regione: 1,5 milioni di euro tra royalties ed ecotassa
Comune di Gela

Mentre la vicenda giudiziaria sulla gestione dei rifiuti scuote l’impianto, gli avvocati incaricati pronti al decreto ingiuntivo se l’Amministrazione regionale non provvederà a pagare le spettanze dell’ente

GELA (CL) – Non solo una questione ambientale, né strettamente giudiziaria. Il terremoto che si è abbattuto sulla discarica Timpazzo di Gela e sulla sua amministratrice Giovanna Picone, presenta numerosi risvolti legati non solo al presunto illecito smaltimento di tonnellate di rifiuti, ma anche ai costi sostenuti dai cittadini e ai mancati ricavi da parte dell’amministrazione comunale che, infatti, è corsa ai ripari.

Discarica Timpazzo di Gela: il Comune chiede oltre 1,5 milioni tra royalties ed ecotassa

Contestualmente al caso giudiziario, il Comune di Gela, città nella quale insiste l’impianto della Srr Caltanissetta, ha dato il via a una battaglia legale per il recupero di ingenti somme dalla Regione Siciliana. Oltre un milione e mezzo di euro, legate alle royalties del Tmb (Trattamento meccanico biologico) di Timpazzo e alle percentuali sull’ecotassa. “Un’azione indifferibile – affermano i legali incaricati – il sindaco Di Stefano ha sbloccato una vicenda ferma da anni”.

La strategia legale per recuperare le somme

Una storia complessa che si trascina tra decreti regionali e diffide, come ci spiegano i legali incaricati dall’ente, che illustrano la strategia giudiziaria e il ruolo dell’amministrazione comunale. “L’azione è mirata al recupero immediato di crediti certi, liquidi ed esigibili che spettano di diritto al Comune di Gela – afferma Nicola Platania, uno degli avvocati incaricati dall’ente -. Parliamo di un’importante percentuale su una prima tranche di fondi a valere sulla somma complessiva finale, pari a 1.599.545,28 euro. Questa cifra è composta da oltre 1 milione e 557 mila euro di sorte capitale, a cui si aggiungono più di 42 mila euro di interessi legali. Ci muoveremo fondandoci sui decreti dell’Assessorato Regionale dell’Energia già emessi a fine 2024, notificando una formale diffida e messa in mora nei confronti dell’Ente Gestore e della stessa Regione Siciliana”.

Una situazione tecnica non semplice, aggravata dalle condizioni finanziarie del Comune in dissesto e, dunque, in regime di esercizio provvisorio. “È esattamente questo il punto cruciale – aggiunge Ottaviano Maria Onorato, altro avvocato incaricato. Il Comune di Gela si trova in esercizio provvisorio e in stato di dissesto finanziario. Io sono gelese, pur lavorando da anni presso lo Studio Platania & Partners di Catania, conosco bene la situazione. Questo significa che ogni singola spesa deve superare controlli rigidissimi. Tuttavia – prosegue – l’azione che stiamo avviando è stata classificata dagli uffici come un intervento indifferibile e non frazionabile in dodicesimi. Recuperare queste somme non è un lusso, ma un atto di tutela straordinario e urgente per le casse comunali e per la cittadinanza”.

Il ruolo del sindaco Di Stefano nella vicenda Timpazzo

Che rischia molto di più di un’emergenza ambientale. Da qui la delibera di Giunta per provvedere al recupero delle somme. “Vogliamo essere molto chiari su questo – sottolinea Platania -: se oggi siamo pronti a depositare il ricorso per decreto ingiuntivo, il merito principale va all’azione determinata del sindaco Terenziano Di Stefano. La vicenda Timpazzo era bloccata nelle secche della burocrazia da anni. Il primo cittadino ha impresso un’accelerazione decisiva, dando una direttiva verbalmente immediata e seguendo personalmente l’iter per mettere in sicurezza i crediti dell’ente. È stato un ottimo lavoro di coordinamento politico che ha permesso agli uffici di muoversi a tempo di record”.

“Invece di temporeggiare -aggiunge Onorato -. L’amministrazione ha affrontato di petto il problema economico più urgente, attivando la procedura di equo compenso e affidando l’incarico fiduciario nel pieno rispetto delle sentenze europee e del nuovo Codice dei contratti pubblici. Il sindaco ha dimostrato che, anche in pieno dissesto, si possono difendere gli interessi di Gela con coraggio e precisione tecnica”.

Le indagini sulla discarica Timpazzo e i prossimi passi

Una vicenda, quella relativa a Timpazzo, che è diventata ancora più spinosa dopo i recenti risvolti giudiziari, l’arresto della manager Giovanna Picone e il comportamento dei tecnici della Impianti Srr. “Da parte nostra c’è il massimo rispetto per il lavoro che sta svolgendo la magistratura – evidenzia l’avvocato Platania -. Si tratta di una situazione delicata e l’auspicio è che i dirigenti indagati possano dimostrare la loro totale estraneità ai fatti contestati vista la loro gravità. Al contempo, siamo assolutamente certi che il commissario giudiziale nominato dal Gip e la nuova amministratrice, saranno pienamente all’altezza del difficile compito che li attende”.

“Il ruolo di noi legali in questo contesto resta ben delineato – prosegue -. Manterremo la massima determinazione nel portare avanti il mandato professionale che ci è stato affidato dal Comune di Gela. Sebbene la Regione siciliana abbia manifestato, sia per le vie brevi sia attraverso atti formali, l’intenzione di provvedere al pagamento delle prime spettanze in favore dell’ente, l’attesa non sarà a oltranza. Siamo pronti ad agire in sede giudiziaria – assicurano i legali – per il recupero forzoso di quanto legalmente dovuto alla città di Gela, estendendo l’azione a tutte le ulteriori somme derivanti dalla milionaria produzione della vasca T.M.B. di Timpazzo”. I passi sono segnati: “Attueremo tutti i passi, sia in sede stragiudiziale che in sede giudiziale, per recuperare tutte le somme spettanti al Comune di Gela e stiamo lavorando per il recupero anche delle somme dovute per la vasca denominata Tmb – concludono i legali -. Abbiamo un mandato ampio e i nostri tempi di reazione saranno brevissimi”.