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Dissesto idrogeologico, in provincia la viabilità ormai è al collasso

redazione

Dissesto idrogeologico, in provincia la viabilità ormai è al collasso

sabato 25 Maggio 2019 - 00:05
Dissesto idrogeologico, in provincia la viabilità ormai è al collasso

Libero consorzio comunale di Agrigento a secco di risorse: solo la Regione può intervenire. Disagio per cittadini e aziende agrozootecniche e agrituristiche ormai insostenibile

AGRIGENTO – La SPC n. 39 Soria-Casalicchio, chiusa al transito da tempo a causa di una frana molto estesa, è stata recentemente interessata da un’altra frana che ha ulteriormente peggiorato la situazione del tracciato.
Da vari sopralluoghi effettuati dai tecnici del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, del Comune di Cammarata, del Genio Civile e della Protezione Civile Regionale, è stato evidenziato che la zona è interessata da eventi franosi a scala territoriale che coinvolgono molte centinaia di ettari di territorio. Questo imponente dissesto idrogeologico necessita di interventi sull’intera area con corposi investimenti di risorse finanziarie. Nessun intervento risolutivo è possibile sulla SPC 39 senza l’intervento preventivo della Regione, che ha esclusiva competenza su questi interventi così complessi, e del Commissario di Governo, iniziative che potranno essere attivate dall’ente competente per territorio.

Su questa ed altre strade attualmente chiuse al transito per le stesse ragioni il Libero Consorzio è intervenuto esclusivamente a tutela dei tracciati, ma ovviamente non ha né le risorse finanziare né le competenze di legge per risolvere la situazione di dissesto, problema segnalato e ben conosciuto dagli uffici regionali competenti. La vera alternativa sarebbe un nuovo tracciato, ma solo dopo il consolidamento del dissesto.
Il disagio dei cittadini e dei titolari delle aziende agrozootecniche e agrituristiche della zona è comprensibile, ma non è imputabile in alcun modo al Libero Consorzio, che si è segnalato invece per gli interventi di ripristino di vari tracciati dell’area montana anche in caso di eccezionali eventi atmosferici (come le nevicate degli scorsi anni) che rischiavano di isolare l’intera zona.

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